Dal Medio Oriente alla Bassa Novarese per dare nuova luce alle chiese

La storia di Soheila Dilfanian, architetto “pentito” che nel suo laboratorio di San Nazzaro Sesia ha sfornato anche tanti vetri artistici per l'alta moda e per la Venaria Reale

Dal Medio Oriente alla Bassa Novarese: è iniziato molto tempo fa il viaggio di Soheila Dilfanian, artigiana specializzata nel restauro di vetrate storiche. È lei che ha riportato a splendore il manufatto “Campari” vandalizzato e distrutto un anno fa all’ingresso del Caffé Santos (leggi qui).

Dalla sua bottega-laboratorio di San Nazzaro Sesia sono passate le vetrate di molte chiese del nostro territorio e non solo. E da lì sono state sfornate anche le opere in vetro che, negli ultimi 15 anni, la Venaria Reale ha regalato agli ospiti più illustri dei propri eventi culturali.

«Ho lasciato l’Iran nel 1972 per venire a studiare Architettura al Politecnico di Milano. Ho scartato la facoltà di Genova, perché mi sembrava una città provinciale. Io invece volevo continuare a vivere in una città cosmopolita, come era allora la mia Teheran e tutto il Paese – racconta Soheila con un pizzico di nostalgia – In Iran, già allora, le donne ricoprivano ruoli importanti nel mondo della scienza, della politica ed erano anche giudici. Quelle che si coprivano la testa venivano multate. Oggi purtroppo è tutto diverso». Dopo la laurea consegue anche un master in Urbanistica e inizia a collaborare con uno studio milanese che ha appena ricevuto una grande commessa per l’Iran. Il progetto si arena con lo scoppio della “rivoluzione culturale” nel Paese mediorientale.

«Di lì a poco ho iniziato a rendermi conto che la progettazione non faceva per me, sentivo il bisogno di un lavoro manuale e più creativo. Così mi sono infilata nella bottega del vetraio: facevo persino le pulizie pur di imparare questo mestiere affascinante. Nel 1984 mi sono iscritta alla Camera di commercio come artigiana», sottolinea con orgoglio.

Negli Anni ’90 Soheila collabora con importanti case di moda, come Moschino e Versace, per la creazione di gioielli e accessori per i capi più pregiati. «Ma negli anni successivi non è stato facile riuscire a rimanere in questo settore», ammette. Il suo laboratorio si trasforma in bottega-scuola ed è in questo contesto che si fa strada un nuovo filone. «Nel 2012 avevo due allieve e tutte avevamo capito che era ora di fare qualcosa di nuovo. Così, per scommessa, loro si sono iscritte a delle scuole d’arte specializzate e io sono andata a frequentare il master in Architettura e arte per la liturgia al Pontificio Ateneo di Roma. Per tre anni, nei giorni di lezione, mi sono alzata all’alba per prendere il freccia rossa e fare ritorno a casa la sera». Un tour de force che però «mi ha aperto un mondo nuovo, che è ancora la mia passione più grande».

Dal cortile del laboratorio bastano pochi passi per raggiungere la splendida abbazia di San Nazzaro Sesia e ammirare le sue vetrate: «Rappresentano i movimenti dell’anima, fino alla salita verso l’alto, attraverso una gamma di colori che richiama quelli degli interni dell’abbazia».

Negli ultimi anni Sohleila Dilfanian ha lavorato in diverse chiese fra Massino Visconti, Carpignano Sesia e al Sacro Cuore di Vercelli.

E per il cinqucentenario di Leonardo la Venaria Reale le ha commissionato un cavallo vitreo, ispirato al progetto originale del geniale inventore. «Nel corso degli anni, presentando i miei progetti, mi sono sentita ripetere un sacco di volte “guardi, noi siamo molto esigenti”. Così era stato anche con la Venaria… Ne è nata una collaborazione che prosegue da ormai 15 anni e dietro al bookshop è anche stato allestito un piccolo museo con le mie creazioni», conclude con orgoglio e soddisfazione.

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Elena Ferrara

Elena Ferrara

Nata a Novara, diplomata al liceo scientifico Antonelli, si è poi laureata in Scienze della Comunicazione multimediale all'Università degli studi di Torino. Iscritta all'albo dei giornalisti pubblicisti dal 2006.

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