Il “Carroccio” ha presentato i suoi candidati: «Siamo il partito del sindaco e il primo della città»

Canelli ha parlato di voler lavorare per la continuità, ma dal parlamentare Liuni, dall'assessore Marnati e soprattutto dall'ex primo cittadino Giordano è arrivato un messaggio agli alleati: «Votare Fratelli d'Italia non è la stessa cosa. Noi siamo la Lega»

La Lega, al passaggio elettorale amministrativo del 3 e 4 ottobre prossimi, chiede un voto per il candidato sindaco Alessandro Canelli, ma forse ancora di più al “suo” simbolo. Più voti otterrà il partito, più possibilità avrà di eleggere suoi rappresentanti in Consiglio comunale e quindi costruire una maggioranza «granitica attorno al primo cittadino». Nelle parole del parlamentare novarese del “Carroccio” Marzio Liuni, che ha aperto la presentazione della lista della Lega avvenuta questa mattina, sabato 4 settembre, alla pista scoperta di viale Buonarroti, ma anche negli altri interventi, un messaggio politico forte e chiaro. Rivolto più che all’avversario del centrosinistra Nicola Fonzo ai suoi alleati nella coalizione: «Siamo il primo partito della città, quello che esprime il sindaco. E vogliamo crescere ancora di più». Scontati, poi, gli elogi a Canelli: «Un sindaco fra i più apprezzati in tutta Italia, che ha dimostrato di avere qualità umane che quasi non conoscevamo. Che è stato in grado di gestire in questo anno e mezzo le vicende della pandemia in maniera esemplare».


«Cinque anni fa – ha aggiunto l’assessore regionale Matteo Marnati – si diceva che avremmo vinto vinto per un miracolo. Oggi ci riproviamo per far fare alla Lega bella figura, perché a Novara si è sempre contraddistinta storicamente. Per mantenere questo primato dobbiamo fare capire che il sindaco è della Lega, perché a Novara abbiamo sempre dimostrato di essere un partito di governo e in grado di ben amministrare. L’errore che non dobbiamo però commettere è quello che si tratti di una campagna elettorale in discesa, che si fincerà facilmente al primo turno. Il voto di opinione nei confronti di Canelli arriverà, ma noi – ha detto rivolto alla platea dei 32 candidati, tutti gli uscenti, inclusi gli assessori comunali “indipendenti” Silvana Moscatelli e Valentina Grazioni – dobbiamo chiedere un voto per la Lega, facendo capire alla gente che c’é una linea che ci divide dagli altri».
Dal cando suo Canelli ha parlato di voler lavorare all’insegna «della continuità, di proseguire nel solco tracciato in questi cinque anni, duri, difficili, nel corso dei quali ho avuto modo di contare sull’appoggio dei miei consiglieri comunali. Sapevo di avere al mio fianco persone che mi seguivano sempre e comunque. Non degli “yes men”, ma un gruppo solido che in qualche circostanza mi ha anche pungolato. Senza gli assessori, i consiglieri, le persone della sezione della Lega non avrei potuto lavorare in maniera efficace ed efficiente così come abbiamo avuto modo di fare. Questa è stata la base di tutto: un gruppo solido e coeso».


A chiudere gli interventi, caricando ulteriormente, se ce ne fosse stato bisogno, l’atmosfera già piuttosto fiduciosa è stato l’ex sindaco (ed ex assessore regionale) Massimo Giordano: «Oggi dobbiamo fare capire che votare la Lega non è come scegliere gli altri e che il raccolto è il frutto della semina, perché rivincere è più difficile che vincere la prima volta». Ma poi ha voluto spostare anche lui la barra sulla competizione all’interno della coalizione: «Bisogna dirlo che votare per Fratelli d’Italia non è la stessa cosa. Noi dobbiamo ringraziare i nostri alleati per la collaborazione che hanno trovato e che troveranno ancora, ma da oggi inizia un’altra cosa. Il nostro sindaco ha bisogno di fare un secondo mandato ma con un suo gruppo forte».

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