Torna il sereno tra Est Sesia e risicoltori. Ma si chiede più flessibilità nella gestione delle acque del lago

Nell'incontro tenutosi nella mattina di ieri, venerdì 1° settembre, gli imprenditori novaresi e lomellini hanno approvato il lavoro svolto dal Consorzio, che con il presidente Colli ha ricordato come «di fronte al cambiamento climatico la mancanza di acqua sarà sempre più frequente»

Dopo un 2022 drammatico a causa della siccità, quest’anno il raccolto è salvo. Possono tirare un sospiro di sollievo i risicoltori del Novarese e della Lomellina, che nella mattinata di ieri, venerdì 1° settembre, nella sala Leonardo del consorzio Est Sesia hanno fatto il punto della situazione della stagione irrigua alla vigilia del raccolto.

Le polemiche del passato sono dimenticate. Anzi, il lavoro dell’ente di via Negroni è stato sostanzialmente approvato, con un particolare riconoscimento a quello svolto dall’Ufficio idrometrico, che con Franco Bullano e i suoi collaboratori si è occupato di regolare i flussi di acqua lungo l’intera rete. Il diretto interessato si è limitato a ricordare che l’obiettivo, «dopo la drammatica situazione registrata lo scorso anno, era quello di garantire alle aziende un reddito, perché in caso contrario molte avrebbero rischiato di chiudere. Sulle basi di un piano di emergenza che avevamo studiato – ha continuato Bullano – abbiamo fatto scelte quotidiane sulle basi delle portate delle acque, per rispondere nella maniera più efficace alla difficile situazione registrata all’inizio di agosto».


Anche per Mario Fossati, direttore generale di Est Sesia, «è stato importante lavorare facendo tesoro dell’esperienza del 2022, cosa che ci ha portati a ripensare l’intera organizzazione gestionale, anche rivedendo i riapporti con Ovest Sesia nella gestione comune delle acque». Il dirigente del Consorzio ha poi rispedito al mittente qualche critica precedentemente ricevuta: «Sulla gestione delle acque del lago Maggiore avevamo chiesto di portare il livello a 1,35 metri per poi scendere a -50 nel momento di massima richiesta. In realtà non si è mai superato il livello di 1,29 e mai si è scesi sotto lo 0,40».

In ogni caso il bacino del Verbano, fonte di approvvigionamento dell’intera rete, deve essere sfruttato al meglio, come ha voluto evidenziare il presidente del Consorzio, Camillo Colli: «Non possiamo permetterci di lasciare inutilizzata l’acqua del Maggiore (chiaro riferimento al Consorzio del Ticino dopo le polemiche di metà agosto, ndr). Dobbiamo imparare a essere flessibili di fronte ad alcune sfide del futuro. Con il cambiamento climatico in atto e la costante riduzione dei ghiacciai la mancanza di acqua sarà sempre più frequente. Chi si occupa di gestire la risorsa idrica dovrà prepararsi a rispondere in maniera veloce a imprevisti destinati a ripetersi».

Pollice alzato da parte dei numerosi imprenditori del settore presenti in sala, capitanati dal sindaco lomellino di Zeme (lui stesso risicoltore) Massimo Saronni. Sempre a livello politico di attenzione particolare da parte della Provincia di Novara ha parlato il consigliere delegato all’Agricoltura dell’ente di Palazzo Natta, Arduino Pasquini, mentre anche l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati ha accennato alla “questione lago”, replicando a qualche accusa a lui indirizzata dal sindaco di Verbania, Silvia Marchionini nel dicembre del 2021: «Una polemica strumentale. Ero stato accusato di prendere le difese dell’agricoltura e non del turismo. Ma è la legge a stabilire le priorità».

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Luca Mattioli

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