Crisi idrica nei campi, Consorzio del Ticino attacca Est Sesia: «Atto di disobbedienza fatto grave mai successo in 80 anni»

Botta e risposta tra gli enti di gestione delle acque

Prosegue il botta e risposta tra gli enti di gestione delle acque. Dopo l’attacco nei giorni scorsi di Est Sesia («avevamo chiesto di attendere qualche giorno prima di vedersi privare di ben 30 mc/s dall’imbocco del canale Regina Elena: il Ticino, invece, ha opposto un secco rifiuto, costringendo Est Sesia a manovre compensative di diminuzione della portata d’acqua») nei confronti del Consorzio del Ticino (che si occupa della manutenzione e della regolazione del lago Maggiore), ora è lo stesso Consorzio a ribattere puntando il dito contro l’associazione di irrigazione.

«Mi stupisce che Est Sesia, un tempo consorzio modello, vi abbia fornito informazioni infondate, pretenziose e inopportune. L’atto di disobbedienza messo in campo da Est Sesia lunedì 7 agosto, ovvero il non aver effettuato le manovre richieste di riduzione dei prelievi, è un fatto grave mai registrato in 80 anni di regolazione che ha dimostrato sfregio e e mancanza di rispetto nei confronti degli altri utenti che pur trovandosi nelle stesse condizioni di difficoltà attuavano le riduzioni di loro competenza». È quanto scrive il direttore del Consorzio del Ticino, Doriana Bellani, in una lettera inviata al presidente delle Regione Piemonte, Alberto Cirio, agli assessori regionali di Ambiente e Agricoltura, Matteo Marnati e Marco Protopapa, e per conoscenza al ministro dell’Ambiente, al presidente della Regione Lombardia e agli assessori competenti e, naturalmente, a Est Sesia.

Nella lettera viene poi specificato che dallo scorso 17 giugno, primo giorno senza sfioro in Ticino, fino al 10 agosto, gli afflussi a lago sono stati di oltre 702.449.280 metri cubi mentre i deflussi pari a 1.039.608.000 con un deficit di 337.158.720, ovvero 161 centimetri di lago.

«Consapevole dell’importanza del servizio di navigazione, ho comunque secondo i criteri utilizzati in base alle norme, con il giusto equilibrio per far sì che in assenza di pioggia il livello calasse con la massima gradualità fino a pareggiare gli afflussi e i deflussi – prosegue il direttore del Consorzio del Ticino -. All’ente spetta l’equa ripartizione tra le utenze e poi è compito di ciascun utente distribuire nei propri campi l’acqua derivata nei limiti consentiti senza creare danni agli altri utenti e gestendo le difficoltà all’interno del proprio comprensorio».

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore

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