Caldo estremo, Cgil denuncia: «Rider al lavoro sotto 35 gradi, ignorate le norme di tutela»

Mentre l’ondata di caldo continua a far salire le temperature ben oltre i 35 gradi, la Cgil accende i riflettori sulle condizioni di lavoro dei rider impegnati nelle consegne a domicilio. Secondo il sindacato, le principali piattaforme di food delivery attive tra Novara e il Verbano Cusio Ossola continuerebbero a far lavorare i rider anche nelle ore più critiche della giornata, senza applicare le misure previste per la tutela dei lavoratori esposti al rischio da calore.

A lanciare l’allarme è il NIdiL Cgil Novara e Vco, che punta il dito in particolare contro Glovo e Deliveroo. Il sindacato denuncia che, nonostante le temperature eccezionali registrate negli ultimi giorni e l’elevato rischio termico, centinaia di rider continuerebbero a rimanere in strada in attesa degli ordini sotto il sole cocente.

«Come già successo in passato, siamo in presenza per ben tre giorni consecutivi di una ulteriore grave inosservanza da parte delle piattaforme presenti sul nostro territorio delle previsioni dell’ordinanza regionale del 29 maggio scorso – afferma Lucia Penna, segretaria generale del NIdiL Cgil Novara e Vco -. Ancora in questi giorni, con oltre 35 gradi, centinaia di rider sono costretti ad aspettare gli ordini in strada, sotto il sole cocente, senza alcuna protezione o presidio adeguato, nonostante vi siano norme precise che vietano qualsiasi prestazione lavorativa nelle ore maggiormente a rischio».

Per questo motivo il sindacato ha inviato nei giorni scorsi segnalazioni allo Spresal e all’Ispettorato del lavoro, chiedendo verifiche sul rispetto dell’ordinanza emanata dalla Regione Piemonte per prevenire i rischi derivanti dall’esposizione prolungata al sole e alle alte temperature. Tra i lavoratori interessati dalle misure di tutela rientrano anche i ciclofattorini impegnati nelle consegne a domicilio.

Secondo la Cgil, il problema non riguarda soltanto l’emergenza di questi giorni, ma evidenzia una criticità strutturale del settore. «La salute e la sicurezza di chi lavora non possono essere sottomesse alle logiche dell’algoritmo e del profitto delle piattaforme», prosegue Penna. «Servono misure strutturali immediate, l’interruzione delle consegne nelle ore più calde senza alcuna penalizzazione nelle metriche o nel punteggio di eccellenza e reali tutele economiche per i periodi di non lavoro, soprattutto in presenza di lavoratori sprovvisti di ammortizzatori sociali».

La richiesta del sindacato è quindi quella di un intervento immediato da parte degli enti di controllo affinché vengano garantite le misure di prevenzione previste dalla normativa e venga tutelata la salute dei lavoratori esposti alle temperature estreme di questi giorni.

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