Variante al Prg della città, la proposta arriva dal gruppo del Pd

La discussione di ieri, martedì 12 maggio, in commissione consiliare riguardante il progetto di riqualificazione dell’area ex Fornace Giustina alla Bicocca (leggi qui) ha posto le basi per un dibattito tra maggioranza e opposizione sul tema del piano regolatore della città. Dieci giorni fa, infatti, il gruppo del Pd ha presentato una mozione con la quale impegna l’amministrazione comunale a mettere mano al Prg, le cui caratteristiche erano state concepite in vista di un importante incremento demografico che invece non si è verificato.

Il Piano vigente, al momento della sua stesura nel 2003, prevedeva, infatti, una Novara con 120-130 mila abitanti, mentre da tempo il numero di residenti si è stabilizzato di poco oltre i 100 mila. Da qui la necessità, secondo il gruppo, di proporre una variante, approfondendo «alcuni aspetti importanti delle trasformazioni che condizioneranno lo sviluppo futuro della città e del suo territorio» e verificando «lo stato di attuazione delle aree commerciali e produttive, anche alla luce delle esigenze legate alle attività economiche presenti già nel territorio comunale».

 

 

Una proposta che è arrivata, non a caso, dopo le polemiche della scorsa settimana riguardanti la variante per la realizzazione di un nuovo supermercato in corso Risorgimento (leggi qui).

Durante il suo intervento di ieri, la consigliera Sara Paladini, prima firmataria della mozione, ha più volte sollecitato tanto l’assessore Elisabetta Franzoni quanto il tecnico comunale Maurizio Foddai. «Una proposta – ha dichiarato – che chiede una revisione parziale dello strumento urbanistico, partendo proprio dalle zone miste (quelle per le quali sono ammesse più destinazioni d’uso, ndr) e che potrebbe andare incontro a un’ampia condivisione. D’altronde più volte questa amministrazione ha manifestato la necessità di una revisione del Prg».

Un’apertura in tal senso è stata raccolta dall’esponente della maggioranza Valter Mattiuz: «Un nuovo Prg comporterebbe un lasso di tempo troppo ampio, però mi auguro che si prenda in considerazione la possibilità di ricalibrare le esigenze urbanistiche della città sulle basi di quelle che sono le realtà demografiche reali di oggi».

Relativamente al progetto della ex Fornace Giustina, Paladini ha proseguito: «È vero che qui si riqualifica un’area dismessa e abbandonata, però vogliamo garanzie circa il cronoprogramma dei lavori: non vorremo ritrovarci con l’area commerciale pronta in poco tempo e quella residenziale terminata tra diversi anni, considerato il fatto che la convenzione dà la possibilità di realizzare i lavori in dieci anni. Chiediamo, dunque, di prendere visione del testo e delle varie scadenze, impegnandoci a concretizzare la parte commerciale contestualmente a quella del del complesso residenziale destinato a una particolare utenza agevolata».

In risposta, l’assessore Franzoni ha dichiarato che «vedremo cosa si potrà fare».

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Luca Mattioli

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