Street food: la polemica con le associazioni di categoria approda in consiglio comunale

Grifoni (Ascom) e Minicucci (Confesercenti): «Troppe date, non sono più eventi. Ci vogliono iniziative di qualità e tutelare chi lavora 365 giorni l'anno». Paladini (Pd), replicando alla risposta dell'assessore Chiarelli: «L'Assessorato può anche dire anche qualche “no”»

Tornano in questo weekend gli Street food e non si placa la polemica per il continuo ripetersi di questo genere di iniziative fra le organizzazioni di categoria che rappresentato gli operatori del settore nel centro storico e non solo. Nei giorni scorsi si era registrata una vera e propria levata di scudi da parte dei rappresentanti di Fipe, rincarata poi dallo stesso presidente di Ascom Maurizio Grifoni, per il quale questi eventi non sono più… “eventi”, anzi: «Non stiamo più parlando di qualche singola data, ma di appuntamenti che si ripetono in continuazione e che non danno assolutamente lustro alla città. Personalmente mi auguro che con la partenza del Distretto del commercio si possa mettere mano anche a questa situazione».


«Ho provato a fare due conti – ha aggiunto Luigi Minicucci di Confersercenti – e ho individuato qualcosa come 57 date occupate: stiamo parlando di quasi due mesi. Penso che prima di tutto vadano tutelati gli operatori cittadini che lavorano 365 giorni l’anno e che ci siano regole chiare e uguali per tutti».


L’argomento è stato oggetto di un’interrogazione presentata dalla minoranza del Pd in occasione del Consiglio comunale di giovedì 28 aprile. Chiamata in causa, la vicesindaco e titolare della delega al Commercio Marina Chiarelli ha fatto il punto della situazione proponendo un lungo elenco di appuntamenti più svariati, anticipando anche la possibilità di organizzare qualcosa di “periferico” nelle zone dei corsi Risorgimento, Milano, Torino e XXIII Marzo, mentre «sono in corso le istruttorie riguardanti le proposte per ulteriori eventi da svolgersi nel secondo semestre dell’anno in corso».

In sede di commento Sara Paladini non ha voluto entrare nel merito per le iniziative esterne, ma sul fatto «che il numero di mercatini in centro sia nuovamente salito alle stelle, come dieci anni fa, quando la situazione era divenuta fuori controllo».


«Chiamiamole come vogliamo – ha continuato – ma sono attività che vengono in centro e da parte dell’Assessorato non esiste l’obbligo nell’accettare la richiesta. Si possono anche dire dei “no”», chiedendosi poi dove sia in tutto questo «il beneficio per la città nell’avere tutti i weekend piazza Puccini occupata da una tipologia di prodotti che in parte sono in competizione con i negozi già presenti. Certe iniziative possono portare sì un valore aggiunto, ma questa disorganizzazione non fa che intasare il calendario e il nostro centro storico non è in grado di attutire il colpo. Credo che il numero sia l’errore».

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Luca Mattioli

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