Stalking e minacce alla ex dopo la fine della relazione: condannato a 20 mesi

Le minacce, per la trentaseienne novarese, erano cominciate lo stesso giorno in cui ha lasciato il fidanzato, dopo aver sopportato per anni umiliazioni, soprusi, atteggiamenti di sottomissione

Le minacce, per la trentaseienne novarese, erano cominciate lo stesso giorno in cui ha lasciato il fidanzato, dopo aver sopportato per anni umiliazioni, soprusi, atteggiamenti di sottomissione: «Se ti vedo con un altro, ti ammazzo». Lei pensava a un caso isolato, e invece offese, messaggi, telefonate, sono partite da quell’ottobre di quattro anni fa e sono andate avanti ripetutamente nel corso degli anni. Fino a quando ha detto basta e ha deciso di denunciare l’uomo.

Per quei fatti il magazziniere A.P., 43 anni già sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima, è stato condannato in tribunale a 1 anno e 8 mesi di reclusione con la condizionale. Era a processo per stalking e il pm aveva chiesto una pena inferiore, un anno. Dovrà anche risarcire dei danni l’ex fidanzata, costituita parte civile. Il suo difensore aveva chiesto invece l’assoluzione. E’ probabile l’appello.

La vittima in aula: «E’ andato avanti fino a quando ha saputo di essere stato denunciato. Non ha mai chiesto scusa e ha sempre minimizzato. Ma io ancora oggi, quando esco, mi guardo attorno: ho paura. Tempo di incontrarlo. Proprio per l’ansia e le preoccupazioni che mi sono venute, vado in giro con una telecamera, in modo da riprendere se dovesse succedere qualcosa». Gli anni della persecuzione erano stati caratterizzati anche da alcune aggressioni fisiche. Un giorno lei gli aveva chiesto dei soldi per le spese del figlio. Lui le aveva dato 250 euro ma aveva anche detto: «Fatti fare una foto coi soldi in mano, per far vedere che te li ho dati». La donna si era rifiutata, lui si era innervosito e aveva alzato le mani buttandola contro il muro. Era intervenuto un vicino. Così anche nel luglio 2019: ci fu una discussione sulle ferie del bambino e lui avrebbe iniziato a schiaffeggiarla in viso. Un’altra volta l’ha seguita in auto e le ha mandato messaggi del tipo: «Guardati alle spalle».

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