Regione, approvata la legge a garanzia della Città della Salute

Regione, approvata la legge a garanzia della Città della Salute. Questa mattina la commissione sanità ha dato il via libera definitivo alla legge regionale a garanzia degli investimenti necessari per la realizzazione del nuovo ospedale di Novara.

Uno passaggio atteso da tempo e necessario per garantire l’importo delle rate che l’azienda ospedaliera dovrà pagare ogni anno, come da richiesta del Nucleo di valutazione del ministero.

«Abbiamo espresso parere favorevole a un emendamento proposto dalla giunta, che aumenta la disponibilità di risorse da 20 a 23 milioni di euro per pagare i canoni – dichiarano i consiglieri regionali della Lega Riccardo Lanzo, Letizia Nicotra e Federico Perugini – così da ridurre il numero di questi ultimi da 26 a 18 rate, ed abbassare la quota di interessi, al fine di poter apprezzare un eventuale risparmio di oneri finanziari. Abbiamo respinto la proposta del Movimento 5 Stelle di togliere il carattere di urgenza alla proposta, che invece per noi rimane tale, infatti non è più possibile non rendere disponibile lo strumento normativo indispensabile all’avvio di un’opera di edilizia sanitaria fondamentale non solo per il Piemonte Orientale, ma per tutta la Regione e per tutti i nostri concittadini, che si aspettano efficienza e qualità sanitaria per le proprie cure».

 

 

«Mi auguro che il testo approdi in aula per la discussione da parte del consiglio già la prossima settimana – commenta il vicepresidente della commissione sanità, Domenico Rossi -. Come ho più volte ricordato, occorre procedere speditamente con l’iter. Proprio i tempi di approvazione suggeriscono di tenere il punto: sulla base della legge, infatti, la Regione dovrà chiedere il decreto di finanziamento al Ministero che dovrà erogarlo. A quel punto l’azienda potrà procedere con il bando. Inoltre l’assessore Icardi, pur bocciando un emendamento Pd che andava in tale direzione, si è impegnato a presentare ai consiglieri la relazione sulla congruità del piano economico finanziario da parte di cassa depositi e prestiti con cui lo stesso assessore aveva stipulato un apposito protocollo lo scorso dicembre».

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