Presente e futuro della Polizia provinciale nel bilancio del consigliere delegato Bricco

Tre i settori interessati dal corpo: stradale, ambientale e ittico-venatorio. Con il debutto dell'Unità cinofila grazie al contributo della cagnetta Bonnie, in fase di addestramento per l'individuazione di cinghiali e di altri animali feriti

Tempo di bilancio di fine mandato e di programmi per il futuro anche per la Polizia provinciale. Nell’incontro con la stampa tenutosi nella mattinata di martedì 9 novembre il consigliere delegato Andrea Bricco ha voluto ricordare gli sforzi operativi compiuti in questo triennio dal corpo – il mandato dell’assemblea di Palazzo Natta ha subito un prolungamento a causa dell’emergenza Covid e il Consiglio sarà rinnovato il prossimo 18 dicembre – nonostante disponga di un organico decisamente limitato.


«La Polizia provinciale – ha ricordato Bricco – svolge la sua attività in tre settori: stradale, ambientale e ittico-venatorio. Nel primo, in accordo con il settore Viabilità e in collaborazione con le Polizie locali, cerchiamo di offrire il nostro contributo di controllo spaziando dai cantieri alla cartellonistica stradale». Molto importante si sta sempre più rivelando poi quello legato all’ambiente, «in conseguenza del ripetersi sul territorio di fenomeni come l’abbandono di viario tipo – ha spiegato ancora il consigliere – Anche per questa ragione ci siamo recentemente dotati di un drone leggero in grado di effettuare controlli in zone difficilmente accessibili. Il nostro impegno si concretizzerà inoltre attraverso l’organizzazione, insieme al dirigente e agli agenti del nucleo di Polizia ambientale di un corso di formazione rivolto a tutte le amministrazioni locali». Il corso si svolgerà nelle giornate del 22 e 29 novembre prossime al Bonfantini e sarà curato dal comandante della Polizia locale di Domodossola Marco Brontolo. A queste “lezioni” prenderanno parte, oltre a vari agenti dei vari corpi municipali, anche le guardie ecologiche volontarie della Provincia e gli operatori dell’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del lago Maggiore.


Infine il settore ittico-venatorio, due settori collegati («simili ma diversi», li ha definiti Bricco), che vedono il pattugliamento delle zone dei due laghi in particolare e poi una costante presenza sul territorio per il controllo dell’attività della caccia e l’attuazione del piano di contenimento degli animali nocivi. Un risultato importante si sta concretizzando con la creazione dell’Unità cinofila, «che ci consentirà di intervenire in maniera totalmente autonoma mentre in passato abbiamo dovuto ricorrere a soggetti esterni. Ci siamo messi in campo sin dal dicembre dello scorso anno e grazie alla collaborazione con la Polizia provinciale di Belluno è nato il percorso che stiamo attuando e che ci vede per il momento gli unici in Piemonte e fra i primi in Italia». Un’attività che coinvolgerà due agenti – Roberto De Luca e Alberto Prandi – ma soprattutto la disponbilità della cagnetta Bonnie, esemplare di sette mesi di razza Deutscher Jagdterrier che proprio in questo periodo sta seguendo un corso (quello appunto per i “cani da limiere”) per imparare a rintracciare i branchi di cinghiali dal loro odore, ma anche per riconoscere la presenza di altri tipi di animali feriti.


Bonnie sarà pronta il prossimo anno, ma oltre ad essere un cane particolamente vivace e socevole, ha già avuto modo di entrare in azione nello scorso mese di settembre in occasione di un intervento svolto dagli agenti della Polizia locale di Novara destinato all’individuazione in alcune aree verdi della città di cosiddetti “bocconi avvelenati”.

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Luca Mattioli

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