Ndiaye (Si Cobas): «Non è la guerra dei poveri, nonostante il padrone cerchi di dividerci»

Dopo i fatti di Biandrate, sei ore di trattativa tra sindacati e Lidl hanno portato alla sottoscrizione di un documento condiviso

«Questo risultato è da ascrivere alla lotta di queste persone che nell’azienda ha combattuto fianco a fianco ai lavoratori e alle lavoratrici nella memoria di Adil, un sindacalista, un uomo e un lavoratore che si è sempre battuto per i diritti del lavoro. Il sindacato ha costruito le condizioni oggi per arrivare a un primo passo. La lotta non è finita e grazie all’intervento del prefetto e all’attività della questura, oltre all’impegno di tutti i sindacati, abbiamo raggiunto alcuni aspetti. Da oggi si apre un nuovo percorso in azienda e i contenuti del verbale ne tracciano la strada».

Queste per prime parole di Attilo Fasulo, segretario provinciale Cgil Novara Vco, dopo sei ore di riunione in prefettura tra i sindacati di base Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, Si Cobas, i dirigenti Lidl Italia, il prefetto Pasquale Gioffrè, il questore Rosanna Lavezzaro e l’assessore regionale Matteo Marnati. Un tavolo convocato dopo i fatti di venerdì scorso dove Adil Belakhdim, rappresentante sindacale, è stato travolto e ucciso da un camion frigo durante una protesta di fronte al magazzino Lidl di Biandrate.

Sei ore ininterrotte di trattativa, dalle 11 alle 17, che hanno portato alla sottoscrizione di un documento condiviso tra le parti. «L’azienda – si legge nel testo dell’atto – ha manifestato la propria disponibilità a effettuare un’analisi delle criticità evidenziate in merito alla gestione del personale che porti a un’inversione di tendene del clima aziendale; analizzare il monte ore necessario all’espletamento delle attiività aziedali in funzione dell’adeguamento delle ore contrattuali; verificare la situazione dei passaggi di livello, antecedente alla riorganizzazione aziendale avenuta a novembre 2019».

Da parte loro i sindacati hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione fino al 20 luglio, data in cui è stata convocata una seconda riunione per verificare l’attuazione degli impegni presi.

«Dopo una trattattiva estenuante – ha commentato il prefetto Gioffrè – siamo riusciti a raggiungere una conclusione positiva: l’azienda si è dimostrata disponibile ad affrontare nell’immediato e concretamente le istanze proposte dai sindacati».

«Un principio che non cambia mai: la politica parte dal basso. Se oggi abbiamo raggiunto questo accordo è grazie alla vostra presenza e alla vostra resistenza, alla perseveranza che abbiamo messo per difendere i diritti – ha dichiarato il rapprensentante di Si Cobas, Papis Ndiaye, rivolgendosi ai manifestanti -. Non regaliamo un centesimo ai lavoratori, ma rivendichiamo i diritti basilari dei lavoratori. Abbiamo pagato carissimo, abbiamo perso un compagno e un fratello. Vorremmo invitare tutti i datori di lavoro a pensare che avere i propri diritti deve essere la regola e dobbiamo rispettare i contratti nazionali. Ringrazio le istituzioni e tutti i sindacati presenti perché abbiamo fatto un lavoro insieme e non ci siamo divisi: la parte padronale cerca di dividerci in una guerra dei poveri. Qui invece è il padrone che sfrutta e non ha intenzione di abbandonare lo sfruttamento; noi invece dobbiamo combattere con l’intelligenza e la tenacia. Abbiamo partorito un verbale che dà una prospettiva migliore a questi lavoratori».

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