Morti sul lavoro, 2019 anno nero per Novara

Morti sul lavoro, 2019 anno nero per Novara. Lo scorso anno l’Inail ha registrato 17 denunce per infortunio mortale (contro le 7 del 2018 e cifre sotto la decina anche nei cinque anni precedenti) per un complesso di 3.886 infortuni (3.850 l’anno prima, +0,9%) denunciati come accaduti nella nostra Provincia. Un dato in controtendenza con l’andamento nazionale che ha visto nel 2019 una lieve diminuzione delle denunce di infortunio sul lavoro (644.803 contro le 645.395 dell’anno precedente) ma soprattutto, un significativo calo delle denunce di eventi mortali: 1.156, l’8,5% in meno del 2018 quando furono 1.254.

Le cifre si rilevano dagli Open data Inail e dalle schede che accompagnano la Relazione annuale dell’istituto, presentata nei giorni scorsi a Montecitorio dal presidente Franco Bettoni, il quale ha sottolineato che «serve un impegno straordinario per fare della sicurezza una vera priorità sociale» e che per «contrastare il dramma degli incidenti sul lavoro sono necessarie azioni sinergiche, determinate e responsabili da parte di tutti gli attori istituzionali, le parti sociali, il mondo produttivo e la società civile».

 

 

Gli infortuni riconosciuti sul lavoro nel Novarese sono stati 2.172, di cui 417 (il 19,2%) avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè in occasione di lavoro “con mezzo di trasporto” e “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. La flessione rispetto all’anno precedente è del 10%. Drammaticamente diversa la situazione per i casi mortali: i decessi accertati “sul lavoro” in Provincia sono 10 (più del triplo dei 3 del 2018) mentre a livello nazionale sono 628 (con un calo del -17,2% rispetto all’anno precedente). Dei 10 casi accertati solo 3 sono occorsi “fuori dell’azienda” (mentre a livello nazionale sono più della metà: il 57,6%).

Da segnalare che, in Piemonte, nel 2019 si è registrato un lievissimo calo di denunce per infortunio (47.810, il -0,2% sul 2018) e soltanto Novara e Vco presentano numeri in aumento, mentre le denunce con esito mortale sono state 100 in Regione contro le 107 dell’anno prima.

Quali sono i lavoratori più colpiti? Nel Novarese per il 62,3% si tratta di uomini (percentuale ribaltata nei primi cinque mesi dell’anno in corso a causa delle denunce per contagio da Covid) e per l’82% di lavoratori italiani. Il 22,3% delle denunce riguarda la fascia di età fra 45 e 54 anni e il 19,1% quella fra 35 e 44. Il 24,8% delle denunce riguarda il settore industriale e il 23,4% quello del terziario. Gli infortuni mortali denunciati hanno riguardato 14 uomini e 3 donne, complessivamente 13 italiani e 4 extraeuropei. Ben 7 decessi risultano nella fascia di età tra 55 e 64 anni e 3 in quelle di persone più anziane, mente un decesso si registra anche tra i più giovani (15-24 anni).

MALATTIE PROFESSIONALI

La relazione dell’Inail sul 2019 riguarda anche le patologie per causa di lavoro che, a livello nazionale, in un decennio sono cresciute del 40%, con l’ultimo anno che conferma l’incremento, verificatosi, per Inail, «in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa».

Nel Novarese il 2019 ha registrato 101 denunce contro le 88 dell’anno prima (+14,8%), ma il numero è inferiore a quello dei tre anni precedenti. È stata riconosciuta la causa professionale al 29,7% di esse (inferiore al 36,7% a livello nazionale), mentre l’1% dei casi è ancora in istruttoria. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono 86, di cui 24 (il 27,9%, contro il 40,3% nazionale) per causa professionale riconosciuta.

Le patologie denunciate nel Novarese sono per il 54,9% le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, per il 15,4% (dato in calo rispetto al 21,8% del 2018) i tumori e, per il 9,9% (in crescita rispetto a non più del 5,3% degli anni recenti) le malattie del sistema respiratorio.

A livello nazionale il quadro è diverso: prevalgono le malattie osteomuscolari (67,6%), ma seguite da quelle al sistema nervoso (14,7%), quindi all’orecchio (7,3%), i tumori (4,6%) e le malattie respiratorie (4,4%).

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