Malpensa, preoccupa l’ampliamento: dopo Comitato e Regione, ecco la Provincia

La Provincia ha intenzione di intervenire con alcune osservazioni? E se sì in che modo?». Sono queste le domande dell’interrogazione sottoposta al presidente della Provincia Federico Binatti dal gruppo “La Provincia in Comune” che porta le firme dei consiglieri Milù Allegra, Matteo Besozzi e Marco Uboldi. Il caso “ampliamento Malpensa” arriva anche in Provincia, dopo aver toccato le sedi della Regione con il consigliere Domenico Rossi. E con il “Comitato dei Cittadini di Varallo Pombia” che continua la raccolta firme per sensibilizzare le persone e chiedere sempre di più di poter rientrare, dopo undici anni, nella Commissione aeroportuale. L’interrogazione sarà discussa nel prossimo consiglio provinciale.

 

 

Sea ha inviato al ministero dell’Ambiente un nuovo progetto di ampliamento di Malpensa che rientra nel Masterplan 2020/2035 e che ha come obiettivo un traffico annuale, entro il 2035, di 40,9 milioni di passeggeri. Si tratta di numeri che Malpensa ha già sperimentato proprio lo scorso anno, quando Linate è stata chiusa per tre mesi, e quando in certe giornate si sono raggiunti i 1000 movimenti al giorno: «In quell’occasione oltre ad aver raggiunto picchi notevoli di inquinamento acustico ed atmosferico, – spiega l’avvocato Ferruccio Gallanti, presidente del Comitato – sono stati causati non pochi disagi alla cittadinanza, in un contesto di inosservanza delle “servitù e vincoli aeronautici”. La tutela della navigazione aerea e la salvaguardia dei cittadini dell’intorno aaeroportuale e sottostante alle rotte di decollo ed atterraggio (vedi art. 707 e 715 del Codice di Navigazione, ma vedi comunicato Comitato Varallo 20 Luglio) impongono l’adozione integrale del Piano di Rischio (manca quello di Lonate Pozzolo) e la preliminare verifica del Rischio Terzi, ovvero curve di isorischio. Quest’ultimo scenario avrebbe dovuto essere analizzato e verificato per le operazioni di voli del Bridge, ancorchè risultasse una situazione temporanea. Con il nuovo Masterplan questi numeri diventerebbero l’abitudine e il problema certo non è perciò solo l’infrastruttura aeroportuale (è in grado di sostenere queste cifre?), il problema sono l’ambiente in combinazione con il rischio incidenti (rischio terzi) e la popolazione residente. La comunità dei piemontesi deve poter conoscere lo scenario complessivo, attuale, e quello delineato dal masterplan al 2035. Ricordiamoci sempre che, noi piemontesi, siamo fuori dalla Commissione aeroportuale ormai dal 2009 e sul nostro territorio grava il 55% dei voli. Vogliamo tornare ad avere voce in capitolo, alla pari degli enti territoriali lombardi e questo ci consentirebbe di poter tutelare al meglio i nostri diritti».

Non solo, il problema è anche che il Ministero ha concesso 60 giorni per gli interventi di enti pubblici e privati per esprimere pareri e la scadenza è fissata al 5 settembre, una data troppo vicina nel tempo e che non consentirebbe di intervenire. «Il 2035 inoltre, – continua Gallanti – non è una data così lontana nel tempo, Sea è in grado di applicare molto in fretta queste modifiche, al di là del fatto che indichi la data del 2035 e soprattutto se si pensa che i numeri sarebbero gli stessi dello scorso anno è come se lo scorso anno avessero fatto una prova e ora sono già pronti a intervenire».

La questione è stata portata anche in Regione dal consigliere del Pd Domenico Rossi, ma la sua mozione urgente è stata bocciata: «Purtroppo anche i consiglieri novaresi di maggioranza che ben conoscono la situazione, non si sono opposti. La Lega dà priorità alla legge che permetterebbe ai cacciatori di transitare sulle strade di montagna normalmente vietate. Avremmo potuto votare la mozione in dieci minuti dando così mandato alla Regione di occuparsi di una questione fondamentale per il nostro territorio come l’impatto ambientale dell’aeroporto di Malpensa: ma, evidentemente, quando non si parla di Vco il capogruppo della Lega non mostra alcun interesse per il territorio».

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