Mense scolastiche, un altro bando provvisorio di due anni. L’affondo delle minoranze consiliari

L'annuncio in commissione dell'assessore all'Istruzione Negri ha fatto infuriare i capigruppo delle opposizioni di Pd e 5 Stelle

Ennesimo “coup de théâtre” questa mattina, giovedì 30 marzo, in occasione della Commissione Istruzione, convocata per fare il punto della situazione sul bando riguardante le mense scolastiche. L’assessore all’Istruzione Giulia Negri ha subito annunciato la chiusura definitiva del procedimento a indirizzo privato «che l’amministrazione ha giudicato non sostenibile. A questo punto – ha proseguito – si è deciso di procedere con una gara di servizi di appalto della durata di due anni, per poi precedere in parallelo a una manifestazione pubblica per un nuovo “project”, tenuto conto che è sempre nostra intenzione giungere alla realizzazione di un centro cottura».


Visto l’argomento si può dunque tranquillamente affermare che, mutando l’ordine degli ingredienti o chiamandoli con un altro nome, la zuppa rimane invariata. Quella dell’annuncio di un ulteriore “bando ponte” biennale. Ed è stato il là per i successivi affondi da parte della minoranza. Il “pentastellato” Mario Iacopino, che da tempo sta seguendo in prima persona l’intera vicenda, non ha usato mezzi termini, definendola «una situazione “gattopardesca”. Bisogna che cambi tutto perché non cambi nulla».


Ancora l’assessore Negri: «Faremo due operazioni parallele ma distinte. La prima, più urgente, sarà quella di garantire il servizio con una gara in appalto. Si è deciso di procedere scindendo le due cose, dando la possibilità a chi risponderà alla manifestazione pubblica di definire un piano che regga due anni, tempo durante il quale contiamo di realizzare il centro cottura». L’idea dell’amministrazione è quella di ritornare al “pre Covid”, con i nidi e le scuole per l’infanzia dotate di cucine in loco; alle primarie il “cook and shel”, con le prime e le seconde classi che torneranno a utilizzare il refettorio e saranno servite dal personale; le terze, quarte e quinte avranno la possibilità del self service. Unica eccezione la “Pertini” di Veveri, dove rimarrà il pasto trasportato perché la struttura non è dotata di una cucina.


Argomentazione che, nel suo insieme, è stata stroncata, oltre che da Iacopino, anche dai “dem” Nicola Fonzo e Rossano Pirovano: «In origine – ha ricordato il primo – chi si aggiudicava il bando si prendeva l’onere di realizzare anche il centro cottura. Si tratta di una vicenda che si trascina da un po’, non da due anni. Adesso ci dite che la proposta da parte del privato non riscontra le vostre esigenze e che quindi aprite un nuovo bando di altri due anni. Mi chiedo perché una proposta da voi non ritenuta soddisfacente ora dovrebbe esserlo nel 2025?». Le motivazioni, come ha provveduto a rispondere il dirigente Dario Santacroce, «sono di natura economica». Ed è proprio attorno a questo che è ruotato il dibattito: «Un privato non è un ente assistenziale – ha incalzato ancora Fonzo – ma vuole giustamente guadagnarci. L’amministrazione ci dica una volta per tutte cosa vuole fare. Un grosso investimento in un centro cottura, sapendo di avere un ritorno a medio lungo termine, e un privato non accetterebbe di farlo sapendo di avere una gestione di soli due anni, oppure diversi investimenti minori nelle singole cucine? Fatecelo sapere». «Anche qui state dimostrando di avere le idee confuse – ha detto invece Pirovano – Perché tanto fra due anni ci ritroveremo a parlare dello stesso problema e il centro cottura non sarà ancora realizzato».

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Luca Mattioli

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