Mense scolastiche: prorogato di un altro anno l’incarico alla Dussmann

Lo ha comunicato l'assessore all'Istruzione Negri: «La tempistica del financial project per il centro di cottura è più lunga di quello che ci aspettavamo». Fonzo (Pd): «La struttura di Veveri fra dodici mesi non sarà ancora pronta, sono pronto a scommetterlo. L'amministrazione ha le idee un po' confuse»

L’amministrazione comunale ha prorogato di un altro anno (con scadenza 31 agosto 2023) l’appalto alla ditta Dussmann per la fornitura dei pasti alle mense scolastiche e agli anziani. Ad annunciarlo è stata, venerdì mattina in Commissione (ultima riunione tenutasi a Palazzo Cabrino prima della pausa estiva), l’assessore Giulia Negri, che ha voluto inizialmente ripercorrere gli ultimi capitoli della vicenda, tra cui l’idea – attraverso un financial project – per la realizzazione di un centro cotture a Veveri.


«Col tempo – ha aggiunto Negri – ci siamo resi conto che la tempistica sarebbe stata più lunga. L’unica soluzione è stata quella di un’ulteriore proroga di un anno a chi aveva già in essere l’appalto, innanzitutto per mantenere garanzie e certezze di quelli che erano i servizi importanti e necessari da offrire alle scuole». Inoltre, secondo l’esponente della giunta «volevamo avere la certezza che la realizzazione di questo financial project (consegnata il 5 ottobre 2021 ma con studi effettuati l’anno precedente, ndr) fosse comunque ancora attuabile e che non avesse in corso d’opera ulteriori intoppi di qualsiasi natura. In questo anno in cui è stata concessa la proroga alla Dussmann bisognerà lavorare molto per capire la fattibilità e se ci sarà un parere favorevole; in caso contrario ci sarà da rivedere tutto. Purtroppo in questi anni sono cambiate molte cose. Vedremo anche di studiare la possibilità della preparazione in loco dei pasti per alcune scuole».


Diverse le perplessità dai banchi della minoranza. Per il capogruppo del Pd Nicola Fonzo «quando il Comune ha affidato l’appalto alla Dussmann si trattava già di un incarico inferiore, rispetto a quelli precedenti. Nel ’19 venne concesso un incarico di soli due anni solamente perché era in progetto la realizzazione del centro cottura. Poi c’è stata una prima proroga, che noi abbiamo definito “ponte”, e adesso una nuova di un ulteriore anno. Nella sostanza, un appalto di due anni diventa di quattro. Ammesso che si riesca ad approvare il financial project, sono pronto a scommettere che il 1° settembre 2023 il centro di cottura non sarà pronto. E allora cosa facciamo? Proroghiamo ancora? Non credo sia materialmente possibile. Sento che si vogliono attrezzare alcune scuole per realizzare pasti in loco ma in questo caso occorrono degli investimenti. Dove volete andare a parare? Mi sembra che la strategia dell’amministrazione sia un po’ confusa».

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Luca Mattioli

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