La vicenda degli ibis sacri continua a dividere l’opinione pubblica novarese e il dibattito, nelle ultime settimane, si è fatto sempre più acceso. A denunciarlo è stato il sindaco Alessandro Canelli che, nel corso della diretta social di questa sera dedicata all’argomento, ha rivelato di essere stato destinatario di insulti, minacce e persino accuse di corruzione legate alla gestione della controversa presenza degli uccelli sul territorio.
«Su questa vicenda ho ricevuto insulti, minacce e addirittura accuse di corruzione», ha affermato il primo cittadino, intervenendo per fare chiarezza su un tema che da tempo alimenta polemiche e prese di posizione contrapposte.
Nel corso della diretta, Canelli ha lamentato come il confronto sia progressivamente degenerato, superando il piano del dibattito pubblico per trasformarsi, in alcuni casi, in attacchi personali. «Si può essere favorevoli o contrari, ma non è accettabile che una discussione di questo tipo sfoci in accuse gravissime o minacce», ha sostanzialmente sostenuto il sindaco.
Il primo cittadino ha inoltre rivendicato il lavoro svolto negli anni sul dossier ibis, ricordando come la questione non sia nata recentemente ma sia seguita da tempo dalle istituzioni competenti. «Prima di tutto bisogna garantire la sicurezza e l’igiene pubblica», ha spiegato Canelli, sottolineando come il problema non possa essere affrontato esclusivamente dal punto di vista emotivo o animalista ma debba tenere conto anche degli aspetti sanitari e ambientali legati alla presenza della specie sul territorio.
Durante la diretta è intervenuto anche il consigliere provinciale delegato Giuseppe Maio, che ha fornito alcuni elementi di contesto per spiegare le ragioni della presenza sempre più consistente degli ibis nel Novarese. Maio ha ricordato come il territorio, caratterizzato da vaste aree agricole, risaie e abbondante disponibilità di cibo, rappresenti un habitat particolarmente favorevole per questi uccelli, che negli anni hanno trovato condizioni ideali per insediarsi e riprodursi.
Secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro online, la questione non riguarda soltanto Novara ma interessa un’area molto più ampia del Piemonte orientale e coinvolge enti scientifici, Provincia, Regione e organismi preposti alla gestione faunistica. Un fenomeno che negli anni ha assunto dimensioni tali da richiedere interventi specifici di controllo e contenimento.
Le dichiarazioni del sindaco arrivano mentre la mobilitazione contro il piano di contenimento continua ad animare il dibattito cittadino. Negli ultimi giorni la protesta ha assunto anche forme simboliche e artistiche, segno di una sensibilità crescente attorno al tema e della volontà di una parte della cittadinanza di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.
«Capisco che il tema possa suscitare sensibilità diverse, ma il confronto deve restare civile», è stato in sintesi il messaggio lanciato dal sindaco nel corso della diretta. Un richiamo che arriva in una fase in cui la discussione sugli ibis sembra essersi progressivamente allontanata dal solo terreno delle valutazioni scientifiche e ambientali per trasformarsi in uno scontro sempre più acceso anche sul piano politico e personale.







