Cronaca

Il consiglio provinciale nomina Bibbiano e YouTube interrompe la diretta

È accaduto questa mattina durante la seduta a Palazzo Natta, la prima in presenza dopo il lockdown, ma con la diretta digitale assicurata per chiunque volesse seguirne i lavori a distanza

A Palazzo Natta viene pronunciata la parola “Bibbiano” e YouTube interrompe la diretta in streaming. È accaduto questa mattina, lunedì 29 giugno, nel corso della prima riunione del consiglio provinciale, la prima in presenza dopo il lockdown, ma con la diretta digitale assicurata per chiunque volesse seguirne i lavori a distanza.

Il “fattaccio” è accaduto mentre, dopo l’approvazione del consuntivo 2019 e alcune variazioni al bilancio dell’anno corrente, si stava discutendo un documento presentato dalla consigliera del gruppo di minoranza “La Provincia in Comune” Emanuela Allegra riguardante il disegno di legge regionale sull’allontanamento zero. Nella sua replica l’esponente di Fratelli d’Italia Ivan De Grandis accennava alla località dell’Emilia Romagna e subito la trasmissione si interrompeva. Che non fosse un problema tecnico (fin dall’inizio, rispetto ad altre occasioni, la trasmissione era risultata piuttosto critica, con le voci dei consiglieri bassa e disturbata) ma piuttosto un’autentica censura si è capito subito: YouTube avrebbe, infatti, riscontrato un’aperta violazione delle regole della sua comunity, arrivando a sospendere il canale della Provincia di Novara per 90 giorni.

 

 

Senza la possibilità di una diretta che avrebbe reso pubblica la seduta, i lavori sono stati interrotti e aggiornati al pomeriggio di venerdì 3 luglio.

Sul fatto è insorta compatta tutta la maggioranza di centro destra. Dallo stesso De Grandis al presidente Federico Binatti, fino al senatore Gaetano Nastri, che ha parlato di «situazione incredibile e assurda, che lede la libertà di espressione ma soprattutto l’esercizio della democrazia stessa».

«E’ incredibile – ha proseguito il parlamentare novarese di FdI – che aziende che non pagano le tasse in Italia ma che dal nostro Paese ottengono importanti introiti possano imporre censure e decidere chi debba avere il diritto di parlare». E mentre Nastri ha annunciato la presentazione di un’interrogazione «perché un atto così grave non può rimanere impunito», il presidente Binatti si è già mosso, attivando i suoi uffici per giungere a uno sblocco della situazione.

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