Gioco d’azzardo Piemonte, incontro Pd-lavoratori: «La legge funziona, troviamo l’equilibrio»

Dopo la due giorni della scorsa settimana, il consiglio regionale torna di nuovo in aula con una vera e propria maratona (ieri, martedì 20 aprile, oggi e domani) per discutere le sorti della legge sul gioco d’azzardo patologico. Una norma approvata all’unanimità nel 2016 che la maggioranza di centro destra vuole abolire (attraverso la proposta di legge 99) mentre l’opposizione la difende strenuamente: prova ne sono i 6500 emendamenti presentati.

Ieri, durante la pausa della seduta, i consiglieri del Pd hanno incontrato i lavoratori del settore i quali, durante la mattinata, hanno partecipato alla manifestazione organizzata in piazza Castello a Torino. «Come legislatori siamo obbligati a cercare un equilibrio tra diritto all’impresa, lavoro, salute e utilità sociale – ha dichiarato il consigliere del Pd Domenico Rossi, primo firmatario della legge 9/2016 -. I problemi occupazionali del settore sono solo parzialmente legati alla legislazione regionale, ma dipendono, perlopiù da altri fattori: il blocco legato al Covid, l’intervento del legislatore nazionale che ha diminuito le AWP in tutto il Paese, la rigidità di buona parte dell’industria del gioco che ha deciso di usare i cinque anni di tempo non per adeguarsi alla legge (spostandosi lontano dai luoghi sensibili), ma per fare attività di lobby ing per cambiare la norma».

 

 

«La maggioranza continua a fare muro contro muro – ha continuato Rossi -. Se fosse davvero preoccupata per il settore, accetterebbe un rinvio e intanto di aprire un tavolo che possa partire da dati reali. Abbiamo anche cercato di spiegare che lo stallo in cui siamo in consiglio dipende soprattutto dalla destra, che dopo aver “dormito” per due anni su questo tema, ha imposto un tour forzato alle forze di minoranza saltando tutti i luoghi di confronto e ignorando gli appelli della società civile. Noi siamo pronti in ogni momento a uscire dall’impasse Oggi in aula era presente l’assessore al lavoro Chiorino che, però, non è venuta ad incontrare i lavoratori con noi. Dovremmo cambiare una legge che funziona perché lo dice l’industria del gioco e perché la Lega ha sposato le loro tesi».

Durante l’incontro è intervenuto anche il consigliere Diego Sarno il quale, la scorsa settimana, è stato vittima di minacce di morte proprio per la sua posizione rispetto alla legge (leggi qui): «Senza fonti certe non riusciamo a interloquire quindi siamo pronti a ragionare su una eventuale proroga nel caso in cui la proposta di legge venisse riportata in commissione».

Intanto la Lega ha promesso una strenua difesa delle proprie posizioni: «Fuori c’è un mondo che chiede solo di lavorare – ha dichiarato il consigliere Claudio Leone, primo firmatario della pdl 99 -. Non ci si può nascondere dietro un ostruzionismo assurdo. Andremo avanti fino a quando questa pdl non vedrà la luce e lo faremo per la gente che lavora, perché non possono esistere lavoratori di seria A e di serie B. È inaccettabile che un diritto acquisito venga spazzato via con la retroattività e neppure una proroga può servire a qualcosa. Noi la partita non la vogliamo chiudere così, ma approvando una legge che tuteli tutti i posti di lavoro, che combatta l’illegalità e che dia più risorse e strumenti più capillari per contrastare la ludopatia».

Il capogruppo della Lega Alberto Preioni ha affermato: «I lavoratori non hanno tempo da perdere: no ad alcuna proroga. Stiamo valutando alcune modifiche con Forza italia a partire dalla possibilità di intervento dei Comuni».

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