Fasulo, Cgil: «Se non cambiano alcune direttrici, sarà un bagno di sangue»

«Dall’incontro con Cirio emerge quanto mai sia necessario costruire un tavolo permanente, una sorta di governance territoriale». È questa l’opinione generale di Attilio Fasulo, segretario provinciale di Cgil Novara e Vco a seguito del tour che la Regione Piemonte ha iniziato la scorsa settimana da Novara per la presentazione delle risorse a disposizione per il Recovery Plan e della programmazione Ue 2021-2027.

Un incontro, quello di giovedì 25 febbraio, a cui hanno partecipato tutti i rapprentanti del mondo economico e del lavoro, tra cui anche i sindacati. «Quello che ci ha insegnato la pandemia – prosegue Fasulo – è che le cabine di regia messe in campo per affrontare l’emergenza, a volte sono state in grado di fare sistema: ad esempio siamo riusciti a coordinarci con i protocolli di sicurezza o con la prevenzione sui luoghi di lavoro. Se questo modello funziona di fronte al fatto che sono in arrivo tanti soldi dell’Europa, perchè non può funzionare sul territorio facendo rete per indirizzarli e governarli? Diversamente continueremmo a restare davanti al muro del pianto. Bisogna, invece, saper cogliere le opportunità che arrivano dal territorio».

Cosa stanno facendo i sindacati?
Stiamo lavorando per il blocco dei licenziamenti e la riforma degli ammortizzatori ma in questo contesto non bisogna considerare solo come bloccare il lavoro che c’è, piuttosto come creare quello che non c’è. Questo territorio non può aspettare molto perché il dato della disoccupazione, soprattutto femminile, è tragico; l’incremento del lavoro povero rende il territorio anonimo e tutti questi aspetti hanno bisogno di risposte immediate.

Si è parlato, e si parla da anni, di Piemonte come crocevia di corridoi commerciali quali Genova Rotterdam e Lisbona Kiev. Aspetti che possono portare benefici al territorio?
È inutile parlare di corridoi se tutto transita e nulla di ferma. Ciò che deve rimanere sul territorio, sono le produzioni di qualità; quello che abbiamo visto in questi ultimi anni sono stati gli arrivi dei supermercati e l’affermazione di cooperative che hanno deprezzato il lavoro. La Regione deve lavorare sull’aspetto infrastrutturale e rendere attrattivo il territorio, mettere un freno a questo incremento di ipermercati. Anche il sindaco di Novara deve avere un’idea precisa del futuro della città perchè ho l’impressione che spesso lasci determinare al mercato le occasioni di sviluppo invece che governarle. Basti solo guardare le aperture domenicali pre Covid che hanno creato una giungla. Tutto questo ha rappresentato la scomparsa di un settore produttivo importante.

Prima parlava di opportunità che arrivano dal territorio. Quali sono?
Ci sono alcuni insediamenti importanti come Agognate, il Polo logistico di Trecate, la stessa Città della Salute che nei prossimi anni saranno il fulcro. Quanto questi progetti avranno un impatto sul territorio? Occasioni ce ne sono, ma serve connettersi per capire come poter creare indotto, come questi nuovi insediamenti impatteranno sulla viabilità, quale sarà l’accessibilità dalla ristorazione, come si muoverà il mercato immobiliare, come rispondiamo all’aspetto turistico. Se non cambiano alcune direttrici, sarà un bagno di sangue.


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