Emergenza profughi ucraini: dalla onlus For life al via due progetti

Diecimila euro (ma la cifra potrebbe presto raddoppiare) per finanziare l'acquisto di buoni spesa alimentari e un servizio di doposcuola: sono i due progetti pensati dall'associazione presieduta dal professor Carriero e prestati questa mattina a Palazzo Cabrino insieme al sindaco Canelli

Emergenza profughi ucraini, si è mossa anche For life, la onlus presieduta dal professor Alessandro Carriero, che questa mattina – giovedì 10 marzo – in Minucipio ha presentato insieme al sindaco Alessandro Canelli due progetti pronti a diventare operativi. Si tratta dell’acquisto di buoni spesa alimentari da destinare ad alcune famiglie in base a requisiti che saranno stabiliti e la creazione di un doposcuola per i bambini.


In premessa Canelli ha ricordato di essere stato a Roma nella giornata di ieri e di aver avuto modo di parlare con il sottosegretario Nicola Molteni che ha provveduto ad aggiornarlo su una situazione che potrebbe portare a scenari profondamente diversi: «Già oggi abbiamo due milioni di profughi usciti dall’Ucraina – ha detto – ed è evidente che si renderà necessaria una regia a livello europeo per la loro accoglienza. In attesa di conoscere le decisioni sulla loro redistribuzione, al momento molte di loro raggiungono le varie città dove ci sono parenti e amici che già vivono». In Italia è presente una comunità ucraina di 240 mila persone, a Novara città milletrecento: «Noi – ha proseguito il primo cittadino – abbiamo attivato immediatamente un sistema di accoglienza e di gestione di questa prima emergenza» fra coloro che possono essere ospitati, quelli che potranno fermarsi per un certo periodo e altri che non anno fin dall’inizio questa possibilità. Ad oggi sono 98 le famiglie novaresi che hanno la loro disponibilità ad ospitare i profughi ucraini».


«Abbiamo pensato a un modello “extra” intervento dello Stato e che fortunatamente siamo riusciti ad attivare grazie alla grande disponibilità dalla famiglia Torresan, che ci ha risolto un problema enorme mettendoci a disposizione gratuitamente l’albergo Parmigiano, situato in centro e divenuto il sito nevralgico dell’intera operazione. Un vero “Hub” di prima accoglienza. Poi un accordo con l’Als permetterà di assegnare loro una sorta di tessera sanitaria provvisoria, quindi si procederà alla registrazione delle loro generalità, da parte dei nostri vigili e che le comunicheranno alla Questura, in attesa di capire quale sarà la tipologia di permesso di soggiorno che potranno ottenere; infine avverrà una ridistribuzione in base alle varie offerte di ospitalità che abbiamo avuto da parte dei cittadini». L’emergenza iniziale, ha insistito Canelli, «è dare loro in tetto e un vitto, ma non solo quello. In questo sistema messo in campo andiamo a integrare con i due progetti pensati dalla onlus For life.


«Il primo – ha illustrato Alessandro Carriero, presidente dell’associazione – riguarda la fornitura di buoni spesa alimentari da destinare alle famiglie seguendo precisi criteri. Abbiamo già stanziato al riguardo 10 mila euro con l’impegno, in caso di particolari esigenze, di raddoppiare questa somma. Il secondo è pensato davanti alla necessità di insegnare le basi della lingua italiana a bambini ucraini in una fascia di età dai 7 ai 15 anni. Per questo vorremmo organizzare con la collaborazione di un’insegnante di madrelingua ucraina un vero e proprio doposcuola presso lo stesso albergo Parmigiano. Ci saranno dei piccoli gruppi di dieci alunni selezionati per fasce di età con lezioni il lunedì e il mercoledì».


Il desiderio è quello che, «una volta terminata l’emergenza, questi bambini possano tornare il più presto possibile nel loro Paese con un importante bagaglio culturale, fatto dall’aver appreso una lingua europea come la nostra». Per Canelli «non si tratta insomma di un’operazione di sovrapposizione a tutte quelle già in atto di inserimento scolastico, ma è rivolta a tutti i bambini, non solo quelli già ospitati nella struttura di via degli Avogadro».

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Luca Mattioli

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