Emergenza coronavirus e dormitorio: «La situazione è sotto controllo»

Emergenza coronavirus e dormitorio. Qual è la situazione nella struttura alla luce del particolare momento? Una domanda che all’inizio di aprile si erano posti i consiglieri del Pd quando avevano dichiarato di «aver ricevuto numerose segnalazioni riguardo alla situazione che si è venuta a creare al dormitorio comunale dell’ex campo Tav con un po’ di problemi di carattere igienico sanitario». Segnalazioni che avevano portato i consiglieri a chiedere una commissione. (leggi qui)

 

 

La seduta si è svolta ieri, mercoledì 22 aprile, e le risposte sono state fornite dal vicesindaco e assessore i Servizi sociali Franco Caressa. «A oggi – ha dichiarato – sono sessanta le persone che risiedono “a tempo pieno” nel dormitorio. Oltre ai due pasti principali è stata messo loro disposizione un distributore automatico di bevande e un doppio servizio di pulizia e igienizzazione per le camerette. In accordo con la cooperativa Emmaus, che in questo periodo haaumentato l’impegno quotidiano dei suoi addetti, si cerca di non fare uscire queste persone. In qualche occasione siamo dovuti intervenire con le Forze dell’ordine, anche se ci rendiamo conto che stress e tensione possono salire, ma, a parte quattro o cinque casi isolati, la situazione generale è decisamente calma e tranquilla, come ho potuto constatare di persona nella giornata di ieri. Gli stessi ospiti hanno avuto modo di ringraziarci per quello che facciamo».

Sollecitato dalle domande dei commissari, dai dem Sara Paladini e Rossano Pirovano e dalla pentastellata Paola Vigotti, Caressa ha precisato che «fortunatamente non si sono registrati casi di contagio fra questi ospiti. Sono stati predisposti comunque un paio di locali in caso di eventuali emergenze (per complessivi cinque posti, mentre per il resto si è al “tutto esaurito”, ndr), così come sono capillari i controlli della temperatura in caso di uscita o di rientro». Per quanto riguarda i tamponi «abbiamo fatto richiesta, anche al momento questa emergenza è indirizzata alle case di riposo».

L’amministrazione sta inoltre lavorando per dotare la struttura di un’adeguata copertura del wifi comunale, «anche per dare la possibilità alle famiglie con bambini di poter seguire le lezioni scolastiche», mentre è stata favorevolmente accolta la proposta di Emanuela Allegra (Pd) di mettere a disposizione degli ospiti qualche libro, magari attraverso la stessa biblioteca “Negroni” oppure con la formula del bookcrossing, mentre Maurizio Gavioli (Lega) ha suggerito di poter “attingere” dalle biblioteche un tempo operative all’interno delle sedi dei CdQ. Da qui lo spunto, aperto a tutta la cittadinanza, affinché si possa contribuire donando libri o anche qualche gioco. Tutto può essere d’aiuto per far trascorrere nel miglior modo possibile anche agli ospiti del dormitorio queste giornate di forzata chiusura.

 

 

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Luca Mattioli

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