Droga a fiumi su Novara: 14 patteggiamenti e 11 condanne

Decine e decine di cessioni di cocaina, gestite da un gruppo di pusher italiani e albanesi che dello spaccio avevano fatto quasi un professione

Decine e decine di cessioni di cocaina, gestite da un gruppo di pusher italiani e albanesi che dello spaccio avevano fatto quasi un professione, visto che riusciva a movimentare su Novara circa 10 chili al mese per un giro d’affari stimato dagli inquirenti in svariate migliaia di euro.

A distanza di tre anni dal blitz dell’estate 2019 dei carabinieri di Novara, che aveva portato a numerosi arresti, in tribunale sono stati quasi tutti condannati i 29 imputati dell’operazione detta in codice Contadino, dal nome del responsabile dello «smistamento» in città: undici persone hanno scelto il rito abbreviato e rimediato pene dai 9 mesi ai 4 anni e 4 mesi di carcere, e fra loro anche un imprenditore trecatese di origine albanese, già titolare di un night club, che aveva collaborato con gli investigatori e ha così ottenuto un ulteriore sconto di pena oltre a quello previsto per il rito alternativo. Altre quattordici imputati hanno patteggiato pene fra i 3 e i 5 anni di reclusione, mentre tre sono stati prosciolti e uno rinviato a giudizio ordinario, con processo fissato a settembre.

Le indagini, iniziate nell’agosto del 2017 con l’arresto di quattro persone e il sequestro di quattro chili di cocaina, avevano permesso di smascherare la fitta rete gestita da albanesi che rifornivano le piazze di Novara, Pavia, Varese, Alessandria e Massa Carrara. In due anni erano stati movimentati almeno 50 chili di cocaina purissima al 95 per cento, proveniente dalla Colombia, mandata in Albania e poi diretta a Novara, una sorta di «hub» del traffico. Il capo dell’organizzazione era stato arrestato in Germania, dopo che era ricercato in Albania per aver importato dalla Colombia un carico di 600 chili di cocaina.

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