Crollo funivia, udienza per la convalida di arresto nella giornata di oggi

Crollo funivia, udienza per la convalida di arresto nella giornata di oggi. Nel pomeriggio di oggi, 27 maggio, si terranno gli interrogatori di garanzia per i tre indagati del disastro alla funivia del Mottarone, trasferiti nel carcere di Verbania nella notte tra martedì e mercoledì. Sono Luigi Nerini, amministratore della società Ferrovie del Mottarone, Gabriele Tadini, capo operativo dell’impianto e coordinatore del personale, ed Enrico Perocchio, ingegnere, direttore della funivia, consulente esterno e dipendente di Leitner, la società che si occupa della manutenzione.

Dalle indagini è emerso che la cabina presentava problemi di malfunzionamento da almeno un mese. Secondo gli inquirenti, e come ammesso almeno da uno degli indagati durante gli interrogatori, i tre avrebbero, di comune accordo, deciso di «disabilitare il freno di emergenza che avrebbe dovuto funzionare nella cabina. Lo hanno fatto consapevolmente per consentire alla cabinovia di continuare a funzionare nonostante i malfunzionamenti».

 

 

I primi ad accorgersi della dinamica sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Verbania già nella mattinata di domenica, poche ore dopo la tragedia.

«L’ingegner Perocchio nega categoricamente di aver autorizzato l’utilizzo della cabinovia con i forchettoni inseriti e anche di aver avuto contezza di simile pratica, che lui definisce suicida» ha dichiarato ad Ansa l’avvocato Andrea Da Prato, legale del direttore della funivia.

I tre sono accusati di omicidio colposo aggravato e dovranno rispondere anche del reato di “Rimozione od omissione dolosa di cautele” previsto dell’articolo 437 del codice penale che punisce chi «omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia». Ipotesi aggravata (comma 2) «se dal fatto deriva un disastro».

Nella giornata di oggi sono previsti ulteriori sopralluoghi sul luogo della strage. Il primo sarà effettuato da Giorgio Chiandussi, il perito nominato dalla procura, docente del dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale del Politecnico di Torino.


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