Caos scuola. Lunedì si torna in classe tra dubbi e contagi

L'appello dell'Ordine dei medici: «Dad per due settimane». Perplessità da parte del sindaco di Novara in modo particolare sui trasporti. In linea con il Governo, almeno finora, il presidente della Regione Cirio

Continua il braccio di ferro tra Governo e Regioni per il rientro a scuola in programma per domani, lunedì 10 gennio. Sul territorio della provincia di Novara sono oltre 50 mila gli alunni che dovranno tornare in classe, esclusa quella buona percentuale che si trova in quarantena per aver contratto il Covid o aver avuto un contatto stretto con un positivo.

Nella stessa situazione si trova il personale scolastico con il rischio di non riuscire a coprire tutte le ore di lezioni. Alcuni istituti, in modo particolare quelle superiori, hanno già comnunicato agli alunni l’entrata posticipata o l’uscita anticipata proprio a causa dell’assenza di insegnanti costretti all’isolamento.

Sul fronte scuola, a 24 ore dall’apertura, si è espresso l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Novara (così come la Fnomceo e altri Ordini piemontesi): «Scuole chiuse ancora per due settimane – afferma il presidente, il dottor Federico D’Andrea -. L’altissimo numero di contagi, l’impossibilità di effettuare tamponi in quantità adeguata e la bassa vaccinazione dei più piccoli rendono assolutamente imprudente far ripartire l’attività scolastica lunedì, così come previsto. Anche perché il rischio è che lunedì si ricominci per chiudere poi tutto a fine settimana e ritornare in Dad. Non ci nascondiamo dicendo che chiudere nuovamente le scuole è un atto doloroso e che i bambini hanno già pagato un prezzo alto per questa pandemia. Al momento crediamo sia l’operazione più saggia: altre due settimane di stop possono permettere di aumentare il numero dei vaccinati nella fascia 5-11 anni e consentire una ripresa con più sicurezza. E le due settimane perse ora si potranno recuperare a giugno».

Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Novara, Alessandro Canelli: «Nonostante le richieste di prorogare la chiusura in presenza per almeno due settimane inviate da più Regioni, al momento non ci sarebbero margini di trattativa e, anzi, pare sia emersa la volontà da parte del Governo di impugnare eventuali decisioni in contrasto da parte di Regioni e sindaci». Il ministero, infatti, ha fatto notare a sindaci e governatori che possono derogare alle disposizioni di Roma solo in zona rossa, respingendo così l’appello di presidi e medici per lo slittamento delle lezioni. Inoltre, nella circolare inviata agli istituti, il Miur autorizza a chiedere il certificato vaccinale degli studenti.

L’ultimo pronunciamento del governatore del Piemonte Alberto Cirio risale al 6 gennaio, dopo il varo dell’ultimo decreto. E sulla scuola si era espresso favorevolmente alla decisione del Governo: «Ritengo la scelta di equilibrio, era importante un intervento che tenesse conto della situazione attuale, ma allo stesso tempo tutelasse il più possibile la didattica in presenza, differenziando le misure per i vaccinati».

Il sindaco ha invece proseguito: «Alla luce delle difficoltà operative lamentate ed espresse da tantissimi dirigenti scolastici, a causa del numero elevato di positivi anche tra il personale docente, monitoreremo la situazione in città per comprendere se vi siano situazioni particolari da segnalare e per le quali prendere decisioni a livello locale, anche eventualmente su singoli istituti».

Sempre Canelli ha posto l’attenzione sulla questione trasporti. Da domani, infatti, è in vigore l’obbligo di Super green pass anche su mezzi locali come bus o treni: «Siamo in attesa di avere ulteriori chiarimenti specialmente in ordine al fatto che, in assenza di Green Pass, da una parte é possibile accedere agli istituti scolastici, dall’altra però non è consentito, almeno fino ad ora, utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere la scuola stessa.

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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