Carenza di scorte di cloro, bagni impraticabili, giustificazioni inammissibili. Sullo Sporting una situazione inquietante

Ieri in commissione acceso dibattito tra maggioranza e opposizione dopo che il Comune ha sollevato Sport Management dalla gestione dell'impianto del Terdoppio affidandosi a una società in forma provvisoria

A seguito di una serie di gravi inadempienze, il 1 luglio il Comune solleva Sport Management dalla gestione dei servizi dell’impianto sportivo del Terdoppio e lo stesso giorno affida, in modo provvisorio fino al 30 settembre, l’arena e la piscina esterna a una Ati costituita pochi giorni prima da Cls, cooperativa che per Sport Management svolgeva i servizi di pulizia, e Atena srls. Lo fa non con un bando a evidenza pubblica, ma con un affidamento diretto per un valore di 139 mila euro. Una procedura consentita dalla legge, secondo l’assessore allo Sport Marina Chiarelli «per dare continuità all’impianto scongiurando la chiusura e garantendo i posti di lavoro». Secondo il candidato sindaco del centro sinistra e consigliere comunale del Pd Nicola Fonzo si è trattato di una «via irresponsabile e la colpa è dell’assessore che ha fatto una scelta politica. Non avete affidato la palestra di Pernate, ma il più grande impianti sportivo che alla città è costato 49 milioni di euro a due società che finora si sono sempre e solo occupate di pulizie e vigilanza. Che cosa ne sarà dello Sporting dal 1 ottobre in poi?».

Il dibattito si è consumato ieri, 13 luglio, durante la commissione convocata appositamente per discutere di questo argomento. «Siamo entrati in allarme quando Sport Managament ha depositato la richiesta di concordato preventivo pochi giorni dopo aver vinto il bando – ha detto l’assessore -. Pare ovvio che la situazione fosse precaria già prima di accettare l’incarico e che non abbiano detto nulla. Le avvisaglie evidenti sono arrivate a novembre dopo la protesta dei dipendenti delle pulizie che non erano stati pagati, ma non c’erano gli estremi di inadempienze gravi. Se non ci fosse stato il lockdown, la situazione sarebbe precipitata prima, invece è successo alla riapertura di giugno. Alle nostre contestazioni, loro non hanno mai risposto, così come non hanno mai comunicato la cessione del ramo d’azienda a Prime a cui hanno affidato la gestione del Terdoppio senza mai chiedere il permesso al Comune».

Una situazione confermata dal dirigente dell’ufficio Sport Dario Santacroce il quale ne ha fatto un quadro ancora più inquietante: «Mancavano scorte di cloro e di materiale per le pulizie. I bagni non erano in condizioni igieniche non praticabili ma Sport Management al telefono da Verona ci diceva che invece era tutto a posto, una presa in giro. Il bar non è mai stato e quando abbiamo chiesto spiegazioni hanno detto che la responsabilità era del Comune; in sede di bando, avevano dichiarato di fornire l’impianto di un sollevatore per disabili: non l’abbiamo mai visto. Il bordo vasca è stato tinteggiato solo perché abbiamo minacciato di non proseguire con il contratto e la trattativa è durata due settimane. Così come non abbiamo mai saputo ufficialmente se il personale fosse dipendente di Sport Management o di Prime. Insomma, su ogni aspetto della gestione hanno sempre dato giustificazioni assurde o non risposte e questo è inammissibile. L’Ati a cui abbiamo dato l’affidamento ha tutti i requisiti: dalla data dell’incarico tutto funziona alla perfezione, i bagni sono puliti, il bar è aperto, l’acqua delle piscine è sotto controllo. Magari ce ne fossero altre società così».

Ma è proprio su questo punto che anche il consigliere Rossano Pirovano ha puntato il dito: «Il 30 giugno Atena ha inviato al Comune un’email nella quale scrive “Manifesto la volontà di gestire i servizi dell’impianto del Terdoppio” ancora prima che venisse risolto il contratto con Sport Management e il giorno dopo voi affidate la struttura a dei tizi che si sono limitati a inviare un’email senza un progetto. Come può un’amministrazione pubblica permettere una cosa del genere? Diamo 140 mila a persone che non hanno mai gestito un impianto di questo tipo. È come se io domani mattina mi svegliassi, mandassi un’email al Coccia scrivendo che mi piacerebbe gestire il Teatro e il giorno dopo mi venisse dato l’incarico. I disservizi segnalati dagli utenti erano noti da tempo e al mese di ottobre quando li abbiamo fatti presenti all’assessore, lei ha risposto che non era vero e che la situazione era monitorata quotidianamente sul posto».

I valori dell’acqua della piscina
È stata la consiglia del Pd Milù Allegra a introdurre il discorso con una domanda al dirigente: «La piscina scoperta ha aperto il 1 giugno senza avere gli esiti delle analisi dell’acqua eseguite il 31 maggio? Non è intervenuta l’Asl?». E Santacroce ha risposto: «L’Asl è venuta due volte, ma noi non sapevamo niente dei risultati che sono arrivati dopo una settimana. Il prelievo non può essere fatto appena viene riempita la vasca, ma solo dopo alcuni giorni per permettere alle sostanze chimiche di agire. Quando abbiamo ricevuto l’esito di irregolarità, l’abbiamo contestato e Sport Management ha risposto che i rilievi era stato eseguiti il 31 maggio e i parametri erano corretti».

Ha concluso Pirovano: «Voglio sapere perché le persone andavano a fare il bagno nella piscina scoperta senza sapere i valori dell’acqua. Avete messo a rischio la salute pubblica».

Solo polemiche
Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia Ivan De Grandis e di Io Novara Daniele Andretta «si tratta solo di polemiche che la minoranza vuole montare per mettere in cattiva luce l’operato dell’assessore Chiarelli».

Il plauso al sindaco di Trecate Federico Binatti
Sia Pirovano che Fonzo hanno contestato la scelta di affidamento diretto. «L’assessore Chiarelli avrebbe potuto chiedere informazioni al sindaco di Trecate Federico Binatti, suo compagno di partito, che l’anno scorso si è trovato nella stessa situazione – hanno detto -. Ha chiuso la piscina per due settimane, ha pubblicato un bando e ha trovato il gestore per la struttura».

Sport Management, contattato nella giornata di ieri, si è reso irreperibile.

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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