L’assegnazione delle palestre scolastiche alle associazioni sportive del territorio diventa terreno di confronto politico tra Comune e Provincia. Al centro della discussione c’è la mancata realizzazione di un bando unico, ipotesi che il consiglio comunale di Novara aveva sostenuto all’unanimità attraverso un emendamento presentato dalla consigliera del Partito Democratico Milù Allegra. La Provincia, che ha già pubblicato il proprio bando, sostiene però che l’unificazione delle procedure non fosse tecnicamente possibile e rivendica la soluzione individuata insieme al Comune per coordinare comunque le assegnazioni.
Da qui prende avvio il botta e risposta tra Allegra e il presidente della Provincia, Marco Caccia, con due letture opposte sul risultato raggiunto.
Secondo quanto riferisce Allegra, il consiglio comunale aveva approvato un emendamento «chiarissimo», presentato proprio dalla consigliera dem, che impegnava l’amministrazione a realizzare un bando unico tra Comune e Provincia per l’assegnazione delle palestre scolastiche del territorio. «L’obiettivo era semplice – afferma –: più organicità, più efficienza e una sola graduatoria per associazioni sportive e scuole. Invece la Provincia ha pubblicato il proprio bando autonomamente».
Per la consigliera il risultato è l’esatto opposto di quanto votato dall’aula: «Le società sportive si trovano a dover partecipare a due procedure diverse, con tempi differenti e regole differenti. Le palestre restano divise in due. A parole si parla di unità, nei fatti la Provincia ha scelto una strada solitaria, scaricando un impegno votato all’unanimità».
Da qui l’appello rivolto ai due enti: «Chiedo a Comune e Provincia di rispettare quanto votato. Lo sport novarese non può diventare merce di scambio politico».
La replica della Provincia
Di diverso avviso il presidente Caccia, che ricostruisce il percorso seguito dopo l’approvazione dell’emendamento: «Il Comune si è fatto carico di recepire l’indicazione del consiglio – spiega – ma nel corso degli approfondimenti tecnici sono emersi passaggi amministrativi che non consentivano la predisposizione di un bando unico».
Per questo motivo, aggiunge Caccia, «Comune e Provincia hanno scelto una soluzione condivisa sia dagli uffici dei due enti sia sul piano politico: inserire nei rispettivi bandi una specifica clausola di coordinamento per evitare sovrapposizioni nelle assegnazioni».
In concreto, le associazioni sportive potranno partecipare a entrambi i bandi, indicando però quale domanda rappresenta la propria opzione principale e quale quella subordinata. Una volta chiusi i termini, Comune e Provincia confronteranno le domande presentate per coordinare le graduatorie.
L’opzione subordinata verrà presa in considerazione soltanto se quella principale non andrà a buon fine oppure se, concluse le assegnazioni principali, rimarranno spazi disponibili. Se un’associazione non indicherà l’ordine di preferenza, i due enti chiederanno un’integrazione entro cinque giorni; in mancanza di risposta, la scelta sarà effettuata d’ufficio secondo criteri organizzativi e di razionalizzazione degli spazi.








