Upo: «Un progetto per smantellare il razzismo con nuovi metodi didattici»

l'Università del Piemonte Orientale è capofila di un progetto internazionale che ha l'obiettivo di creare un "Catalogo di buone pratiche" destinato a insegnanti di scuola superiore italiana e a docenti di letteratura americana in Italia e negli Stati Uniti

L’Università del Piemonte Orientale (UPO) organizza, dal 23 al 27 maggio prossimi, una serie di eventi dedicati alla pedagogia antirazzista a un anno dall’inizio del progetto internazionale “Anti-Racist Pedagogies: a Catalogue of Best Practices for Teaching American Literature in Ethnically Diverse Italy” (ARP) coordinato da Maria Cristina Iuli, docente di Letteratura angloamericana presso il Dipartimento di Studi umanistici (DISUM) dell’UPO insieme a Maria Giulia Fabi (Dipartimento di Studi umanistici, Università di Ferrara) e Paola Anna Nardi (Dipartimento di Lingue e culture moderne, Università di Genova).

Il progetto Anti-Racist Pedagogies, di cui l’Università del Piemonte Orientale è capofila, gode del sostegno dell’Ambasciata degli Stati Uniti nell’ambito del programma 2021 “Mission to Italy” ed è co-promosso in ambito accademico dall’Università di Ferrara e dall’Università di Genova. Il suo obiettivo primario è la genesi di un “Catalogo di buone pratiche” destinato anzitutto a insegnanti di scuola superiore italiana e a docenti di letteratura americana in Italia e negli Stati Uniti, ma utile a tutti gli educatori interessati a mettere in atto metodologie didattiche innovative volte ad attuare una pedagogia antirazzista nei propri corsi o moduli didattici.

Anti-Racist Pedagogies è strutturato in un programma pilota durato un anno, volto a definire e generare pratiche e modelli per una pedagogia antirazzista della didattica della letteratura degli Stati Uniti in Italia. Le attività si sono svolte online in stretta collaborazione tra docenti di Letteratura Americana presso i tre Atenei, docenti “esperti” internazionali di Florida State University (Aaron Jaffe), Arizona State University (Derrais Carter), Bowdoin College (Tess Chakkalakal) e Università di Brema (Sabine Broeck), e insegnanti di scuola superiore di lingua e cultura inglese presso diversi licei del nord-Italia (Emma Terrando per il Liceo Scientifico Gobetti di Torino, Donatella Bigoni e Gianna Bonaria per il Liceo Classico e Liceo Linguistico Ariosto di Ferrara, Grazia Micciché, Cristiana Bartolini, Annalisa Pasero e Jeaneen Mcamis per il Liceo Linguistico Gioberti di Torino, Simona Cattaneo per il Liceo Scientifico Leone XIII di Milano e Carmen Soldo per il Liceo Scientifico F. Severi di Milano).

Per presentare al meglio i risultati di questa prima fase del progetto è stato organizzato un Workshop intensivo a Vercelli che si terrà nella giornata del 26 maggio 2022 (vedi locandina in allegato per il programma) dalle 10:00 alle 16:00 presso la Sala delle Colonne del Dipartimento di Studi umanistici, in Via Galileo Ferraris 109 a Vercelli). Il workshop è finalizzato al monitoraggio degli esiti delle attività e dei programmi di pedagogia antirazzista attuati nelle diverse classi, e alla messa a punto del materiale da organizzare nel “Catalogo delle Buone Pratiche” che sarà pubblicato al termine della fase pilota del progetto e disseminato attraverso la piattaforma del Ministero dell’Istruzione per la formazione dei docenti, S.O.F.I.A. Oltre alla coordinatrice del progetto, professoressa Maria Cristina Iuli, interverranno il Console per la Stampa e la Cultura presso il Consolato Generale USA di Milano, dottor Anthony Deaton, il pro-rettore dell’UPO, professor Roberto Barbato e il direttore del Dipartimento di Studi umanistici UPO, professor Michele Mastroianni.

«Il programma pilota di elaborazione di una pedagogia antirazzista — ha spiegato la coordinatrice del progetto Maria Cristina Iuli — si propone soprattutto di esaminare il modo in cui pratiche e comportamenti razzisti vengono teorizzati, attivati e riprodotti nei processi educativi e nelle pratiche di insegnamento. Abbiamo esaminato i nessi tra razzismo e relazioni di potere, e il modo in cui essi sono incorporati nella storia, nelle discipline accademiche e nelle pratiche istituzionali aumentando la consapevolezza delle dinamiche che intrecciano le dimensioni razziale, di genere e di classe nelle pratiche discriminatorie, compresi i processi di produzione di conoscenza. Uno degli obiettivi del progetto Anti-Racist Pedagogies è quello di aumentare l’autoconsapevolezza di come la discriminazione razziale sia riprodotta in modo insidioso, subdolo e talvolta inconsapevole nei comportamenti e nelle regole sociali, ed è importante promuovere, dunque, il pensiero critico aiutando studenti ed educatori ad adottare un linguaggio, strategie comunicative e forme espressive antirazziste. Grazie ad ARP sarà più semplice aiutare studenti ed educatori a sviluppare gli strumenti per affrontare in modo aperto, rispettoso e sicuro per tutti le discussioni sui temi della differenza etnica e culturale, evitando le scorciatoie proposte dal linguaggio dell’odio e dell’intolleranza, creare un senso di comunità in classe e sviluppare competenze e accedere a risorse pedagogiche per adottare strategie e metodologie antirazziste nella propria didattica e nella classe.»

«Crediamo sia davvero importante che gli educatori e gli studenti universitari in discipline umanistiche possano partecipare alle attività della settimana intensiva di pedagogia antirazzista e al workshop che si terrà all’UPO il 26 maggio prossimo — ha sottolinetoa la professoressa Cristina Iuli —; siamo convinti che imparare a smantellare il razzismo nelle pratiche educative contribuirà a cambiare la nostra società razzista di oggi in una società più inclusiva, tollerante e giusta domani, perché i nostri studenti di oggi saranno i nostri educatori di domani.»

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