Upo: nasce centro di ricerca su innovazione e gestione servizi nelle imprese industriali

Servitizzazione e digitalizzazione nell’industria manifatturiera

Nasce dalla collaborazione ventennale tra le Università di Bergamo, Brescia, Firenze e il Piemonte Orientale, iniziata con un progetto di ricerca di eccellenza finanziato dal MIUR, il Centro interuniversitario di ricerca sull’innovazione e la gestione dei servizi nelle imprese industriali, volto a comprendere le relazioni tra digitalizzazione e servitizzazione e come supportare adeguatamente le aziende a servitizzarsi.

La presentazione del risultato della collaborazione tra i 4 atenei si è tenuta nel pomeriggio di martedì 7 giugno presso la Sala Conferenze S. Agostino, alla presenza dei Magnifici Rettori delle 4 università, degli amministratori delegati di prestigiose aziende, dei rappresentanti dei partner di ricerca internazionali e delle aziende che in questi 20 anni di attività hanno animato la community.

Il progetto si inserisce nel contesto delle azioni già intraprese dal consorzio di ricerca che ha dato vita, nel 2005, all’ASAP Service Management Forum, una community per la ricerca, la formazione, il networking e il trasferimento nell’ambito della servitizzazione e dell’offerta di servizi associati a prodotti e beni industriali. Temi, questi, sempre più al centro delle strategie odierne di crescita, sviluppo e differenziazione della maggior parte delle imprese manifatturiere. Per 20 anni ASAP ha rappresentato l’iniziativa di riferimento nel panorama nazionale, e una delle principali a livello internazionale, sul tema della servitizzazione, nelle declinazioni di innovazione, progettazione, erogazione e gestione dell’offerta di servizi con una prospettiva trasversale ai settori di business e multidisciplinare; con una community composta da gruppi di ricerca universitari, aziende, manager e professionisti, associazioni professionali e di categoria.

«L’istituzione di questo centro – ha commentato il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri – rappresenta il consolidamento di un rapporto pluriennale tra i 4 atenei, che ha permesso di ottenere risultati significativi a livello scientifico, nazionale e internazionale. Risultati che non hanno mai fatto perdere di vista al centro l’impatto che la ricerca deve avere sul contesto industriale, in virtù della forte collaborazione e costante partecipazione di aziende di primaria importanza nel contesto manifatturiero alla community. Il centro potrà costituire un nucleo importante per cogliere al meglio le sfide e le opportunità del PNRR e dei progetti di ricerca Europei».

«Il centro istituzionalizza un’esperienza di collaborazione tra le Università e il tessuto industriale particolarmente longeva e di successo – ha dichiarato il rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Prof. Maurizio Tira –. In virtù di questa sua autorevolezza, delle competenze acquisite e del network di relazioni nazionali ed internazionali già sviluppate, il centro potrà porsi come punto di riferimento su una direttrice di trasformazione, quella del passaggio “da prodotto a servizio”, che affianca, abilita e supporta le altre grandi direttici in atto: la trasformazione digitale e la transizione ecologica».

«L’Ateneo fiorentino – ha sottolineato la rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci – è fortemente impegnato per lo sviluppo di centri e infrastrutture di ricerca, in partenariato con altri Atenei, italiani e stranieri, in modo da consentire ai nostri ricercatori di collaborare con studiosi di chiara fama in progetti spesso interdisciplinari. La storia pregressa del Centro Interuniversitario di Ricerca ASAP è una evidente testimonianza della forte attrattività che queste strutture esercitano nei confronti del contesto industriale nazionale e internazionale, per le attività di trasferimento tecnologico e di terza missione».

«La collaborazione tra il MIUR e gli atenei coinvolti in questo centro di ricerca – secondo il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, professor Gian Carlo Avanzi – garantisce standard molto elevati per la ricerca che verrà prodotta e messa al servizio della comunità scientifica e delle imprese. In particolare, la stretta connessione con il tessuto produttivo, già attiva grazie a percorsi di formazione di eccellenza proposti ai professionisti del settore, esprime in modo cristallino la volontà dei nostri atenei di essere protagonisti proattivi della vita civile ed economica del Paese, mettendo a frutto un “contagio delle idee” imprescindibile quando si vogliono ottenere i risultati migliori».

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