Una vita in barca? I Portesan pronti per una nuova avventura

La famiglia novarese aveva lasciato tutto ed era partita per mare nel 2018 con la barca Gentilina

Nel 2018 i coniugi novaresi Marina Leva e Fabio Portesan hanno mollato tutto per vivere in barca. E, nel loro caso, quel tutto significa davvero tutto: posto di lavoro fisso, casa, famiglia e amici. Coraggio e voglia di scoprire, desiderio di far crescere i propri figli – a inizio avventura due, adesso tre – in un ambiente asettico, lontano dalle influenze delle masse. Offrire loro l’opportunità di avere angolature divere dalle quali osservare la vita. E così, venduta la casa e la macchina, hanno acquistato una barca, battezzata da subito, Gentilina e salpato il 3 gennaio 2018 da Porto Veneto.

«Sapete una cosa? Potessimo tornare indietro rifaremmo tutto da capo». La voce di Marina arriva nitida, è in videochiamata da Fuerteventura, Oceano Atlantico. Da diversi mesi la famiglia di navigatori si è fermata e si trova nelle Canarie dove sta progettando un’altra missione molto importante: «Ora come ora siamo su terraferma ed è strano – ride -. Ci siamo fermati, sono rimasta incinta e abbiamo dovuto prendere alcune decisioni che avevano la priorità su tutto il resto, ma ovviamente il nostro spirito avventuriero è ancora più vivo che mai. Il nuovo arrivato crescerà in mare aperto, proprio come suo fratello e sua sorella, questo è poco ma sicuro. Abbiamo in serbo una nuova avventura, oltre che portare avanti il nostro lavoro che abbiamo iniziato proprio grazie a Gentilina. Ora ci occupiamo di comunicazione e produzioni video e il nostro ufficio ha la vista più bella che si possa volere: il mare».

A questo punto interviene Fabio, si fa spazio, saluta come un marinaio e prende la parola: «Con Gentilina abbiamo percorso oltre otto mila miglia – che sono poi più o meno 16 mila chilometri – toccato con mano le più belle coste del mare Egeo, Ionio e Mediterraneo. Abbiamo visto la vita letteralmente da un oblò, visto come cambia in base alla latitudine e quante cose puoi imparare dal vivere senza radici. Ora che Gentilina è stata venduta, il nostro intento è quello di puntare a occhi chiusi il dito sul mappamondo e scegliere una meta da raggiungere e da lì, acquistare una barca dismessa e rimetterla in acqua con le nostre mani – ha concluso Portesan, con gli occhi puntati verso l’Oceano Atlantico. Un obbiettivo non semplice, ma che ci siamo imposti e noi, quando ci mettiamo in testa qualcosa, credeteci, la portiamo fino in fondo».

No, nessuna promessa da marinaio, nessuna falsa illusione, le parole dei Portesan sono ancore pesantissime che hanno preso il posto delle radici, ma che sono salde come il più stretto nodo di Bitta. Sicché, non ci resta che attendere una data e vederli salpare nuovamente. Bon voyage a loro!

Qui il nostro articolo di repertorio il giorno della partenza della famiglia Portesan.

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Paolo Pavone

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