OCL Novara e bonus energia: «Un percorso a ostacoli per i datori di lavoro»

Secondo l’Ordine dei Consulenti del Lavoro provinciale di Novara il bonus energia di 200 euro è un punto interrogativo per gli autonomi e i professionisti

Manca poco all’erogazione del cosiddetto ‘bonus energia’ di 200 euro, previsto dal Governo contro il caro vita e contenuto nel recente Decreto Aiuti. Beneficeranno di questa indennità una tantum ben 31,5 milioni di persone, mentre la misura peserà sulle casse dello Stato per 6,3 miliardi di euro. Un provvedimento pensato per essere veloce e snello, ma che invece è un percorso a ostacoli per le imprese e un punto interrogativo per gli autonomi e i professionisti, come rilevano i Consulenti del Lavoro di Novara.

«La volontà del Governo di dare un contributo alle famiglie in questo momento di aumento dei prezzi, soprattutto dell’energia – ha commentato Annalisa Coda Zabetta, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro provinciale di Novara – è certamente apprezzabile, ma riversa sulle imprese un’ulteriore incombenza non semplice da gestire, che si scontra con il dichiarato ‘automatismo’. Il Decreto Aiuti dice che ai lavoratori dipendenti il contributo dovrà essere corrisposto ‘in automatico’ dal datore di lavoro con la busta paga di luglio 2022 a una specifica condizione, ossia che il lavoratore nel primo quadrimestre 2022 abbia beneficiato per almeno un mese della riduzione di 0.8 punti percentuali dell’aliquota contributiva a carico dei lavoratori dipendenti come previsto dalla Legge di Bilancio. Il datore di lavoro procederà poi al recupero del credito, che deriva dalle somme anticipate ai lavoratori, attraverso la compensazione con le denunce contributive del mese di luglio 2022, in modo simile alla procedura prevista per l’indennità di malattia. Solo che, per come sono state strutturate le norme dell’esonero contributivo e di questa indennità, questo ‘automatismo’ diventa un percorso con molti ostacoli».

Tra i problemi riscontrati dai Consulenti del Lavoro, c’è la questione se per il diritto all’indennità sia necessario aver effettivamente beneficiato dell’esonero contributivo per almeno una mensilità, oppure se sia sufficiente averne avuto semplicemente diritto, a prescindere dall’effettiva applicazione dell’esonero da parte del datore di lavoro nelle mensilità individuate dal legislatore.

In secondo luogo, emerge il caso di rapporti di lavoro instaurati a partire dal mese di maggio 2022, in quanto il datore di lavoro non è in possesso degli elementi che gli consentano la verifica del requisito. E ancora, l’indennità una tantum spetta ai lavoratori dipendenti una sola volta, anche nel caso in cui siano titolari di più rapporti di lavoro, come ad esempio nel caso abbiano più part-time contemporaneamente. Per questo c’è il rischio di possibili plurimi riconoscimenti del bonus, che comporterebbero inevitabilmente recuperi in sede di controllo delle denunce mensili ai fini contributivi da parte dell’Inps.

Infine, se dal punto di vista pratico è previsto che il datore di lavoro proceda automaticamente al riconoscimento dell’indennità, in realtà per farlo si aggiunge burocrazia: questa automaticità è subordinata ad una preventiva dichiarazione del lavoratore di non percepire l’indennità da altro datore di lavoro e di non essere titolare di un trattamento pensionistico o del reddito di cittadinanza, visto che, per questi ultimi due soggetti, se i redditi 2021 non superano i 35mila euro, sarà l’Inps a provvedere direttamente all’erogazione del bonus.

L’indennità spetta non solo a dipendenti, pensionati, percettori del reddito di cittadinanza, ma anche a disoccupati, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, collaboratori domestici, lavoratori a tempo determinato, stagionali, intermittenti, lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo, lavoratori autonomi occasionali. In alcuni di questi casi (come ad esempio per i domestici, i collaboratori, gli stagionali) l’erogazione sarà subordinata alla presentazione di una specifica domanda, per la quale mancano però ancora le istruzioni.

Tra i destinatari della misura ci sono anche gli autonomi e i professionisti, ma per loro bisognerà ancora attendere il decreto attuativo.

«Per gli autonomi e i professionisti – ha aggiunto Coda Zabetta – il riconoscimento dell’indennità è ancora un punto di domanda. Il Decreto Aiuti si è limitato ad istituire un Fondo, con una dotazione finanziaria di 500 milioni di euro per il 2022. Devono ancora essere definiti i criteri e le modalità per accedervi, quali sono i requisiti, l’importo spettante, se avranno cioè diritto alla cifra intera di 200 euro o a una percentuale, e in questo caso in base a quali criteri e calcoli, le modalità di erogazione. Di certo sappiamo solo che i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni Inps, artigiani ed esercenti attività commerciali, imprenditori agricoli, iscritti alla gestione separata, e gli iscritti alle Casse di previdenza autonome, dovranno presentare un’apposita domanda, anche questa ad oggi senza istruzioni. Anche in questo caso, di veloce, semplice e snello c’è ben poco».

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