Novara ha rinnovato la sua tradizione della Cerimonia del fiore

Con lo sguardo rivolto alla volta, alla gigantesca fioriera. La città di Novara ha rinnovato la sua tradizione con la “Cerimonia del Fiore”, in ricordo di un leggendario miracolo che il santo protovescovo avrebbe compiuto in occasione di una visita dell’amico Ambrogio, titolare della vicina Diocesini milanese.

 

 

Il Corteo civico, preceduto dalla banda e con in testa i valletti, i gonfaloni del Comune e della Provincia e tutte le autorità, si è mosso abbastanza puntuale da Palazzo Cabrino e dopo aver percorso un breve tratto del centro storico si è presentato sul sagrato della Basilica dove ad attenderli c’era il canonico don Natale Allegra. Fra due ali di folla (tanti i presenti, in numero decisamente superiore agli ultimi anni, incoraggiati forse dalla giornata bella e neanche troppo rigida per la stagione) hanno atteso tutti l’arrivo del vescovo, monsiglor Franco Giulio Brambilla. Il sindaco Alessandro Canelli, anche qui come vuole la tradizione, ha accolto l’ospite nelle vesti di “padrone di casa”, a sottolineare l’appartenenza “civica” del tempio. Poi l’attesa cerimonia. La fioriera è scesa e una volta collocati i “cesti” metallici, trasportati anche quest’anno da alcuni consiglieri comunali, è avvenuta la benedizione. Accanto ai fiori metallici anche tre rose… vere, sbocciate fuori stagione come ai tempi del Patrono. Poi tutti a seguire la lenta risalita, per poi prendere disciplinarmente posto per la solenne funzione eucaristica.

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