Novara: continua il progetto “Porte aperte”. L’assessore Luca Piantanida: «Siamo felici dei risultati»

“Porte Aperte”, finanziato dall’Impresa Sociale Con i bambini, si dedica alle povertà educative, con attenzione alle famiglie con bambini fino a 6 anni d’età

Nell’ambito del progetto “Porte Aperte”, finanziato dall’Impresa Sociale Con i bambini, che dal 2018 è attivo nel contrasto alle povertà educative, con particolare attenzione alle famiglie con bambini fino a 6 anni d’età, è attivo anche il laboratorio di sartoria “BabelLab”. Capofila del progetto è il comune di Novara, con i servizi educativi della fascia 0-6, asili nido e Centro per le Famiglie. Il partenariato è composto da enti pubblici ed enti del terzo settore: ASL, scuole dell’infanzia Sulas e Ricca, Parrocchia di Sant’Agabio, Casa Circondariale, Cooperativa l’Albero a Colori, OrientaMente E.T.S./a.p.s. e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Bilancio ed acquisizione di competenze, aumento di autonomia nel quotidiano, integrazione: questi i principali obiettivi di “Son Capace Mi Impegno”, un’azione specifica e particolare del progetto ‘Porte aperte’. Destinatari sono bambini nella fascia 0-6 e le loro mamme, in condizioni di svantaggio. La sottoscrizione di un Patto Educativo prevede per le donne un percorso con una psicologa per tracciare il bilancio delle proprie competenze personali, professionali, sociali, implementare le stesse e metterle in condivisione con il gruppo e la comunità; per i bambini l’accesso alle strutture educative comunali (asili nido e Centro bambini e famiglie) e Scuole dell’Infanzia Novaresi Ricca e San Lorenzo grazie al contributo dell’Impresa Sociale ‘Con i bambini’.

In quest’ottica si inseriscono le varie attività individuali e gruppali proposte dal 2018: redazione del C.V. europeo, utilizzo degli strumenti tecnologici e delle principali applicazioni per la ricerca del lavoro, laboratorio Sartoria.

Grande successo ha avuto proprio quest’ultimo, il laboratorio di Sartoria, attualmente attivo presso i locali della Falegnameria Sociale Fadabrav di Via Falcone a Sant’Agabio. Nato nel 2019 aveva – ed ha tuttora – lo scopo di insegnare alle donne del progetto le competenze di base per cucire. Un primo semplice obiettivo come la realizzazione di una shopping bag ha generato grande entusiasmo ed uno spontaneo interesse da parte di altre donne. Dopo lo stop forzato nella prima parte del 2020 a causa della pandemia da Covid-19, nell’autunno dello stesso anno il laboratorio ha riaperto i battenti presso il Centro per le Famiglie di Via della Riotta, aprendo la partecipazione del laboratorio anche ad altre mamme interessate ed afferenti al Centro per le Famiglie, favorendo così un processo di integrazione spontaneo attorno alla creazione di uno zainetto per i propri bimbi. Il laboratorio di Sartoria ha subìto un’ulteriore evoluzione nel 2021: lo spostamento presso i più ampi locali di Fadabrav e l’ingresso di una figura professionale qualificata – Anna Borrelli – creativa, formatrice, blogger ed autrice di testi sulle creazioni manuali. Seguendo la dinamica positiva instaurata di integrazione sociale, hanno avuto accesso al laboratorio, oltre alle mamme del progetto, tutte le donne che hanno chiesto di aderire, fino al raggiungimento della massima capienza. Sempre nel 2021, l’associazione Ohana di Novara, organizzazione di volontariato che si occupa di sostegno a soggetti particolarmente vulnerabili quali bambini, giovani e donne, si inserisce nel progetto del Laboratorio di Sartoria sia finanziandolo economicamente che proponendo ulteriori figure professionali di supporto. Questa collaborazione ha permesso a BabelLab di crescere fino allo stato attuale in cui dispone di 1 tagliacuci, 1 ricamatrice, 1 lineare industriale e 5 macchine da cucire e si è passati da una cadenza settimanale ad una bisettimanale.

Attualmente partecipano all’attività circa 15 donne, un’ educatrice prima infanzia del Centro per le Famiglie del Comune di Novara, una professionista del cucito, 3 psicologhe e due tirocinanti. In questi mesi di attività le donne hanno imparato a utilizzare la macchina da cucire per eseguire piccole riparazioni e a maneggiare materiali differenti per creare piccoli oggetti utilizzando molteplici tecniche. «Mi hanno molto colpito l’impegno e l’entusiasmo – ha spiegato l’assessore Luca Piantanida –  Porteremo avanti questa fase di ampliamento al fine di dare ulteriore continuità al laboratorio e potenziare così i livelli di abilità da acquisire. Gli esiti previsti infatti sono già stati ampiamente raggiunti e sono connessi all’acquisizione di strumenti utili all’inserimento lavorativo e professionale e alle competenze lavorative di base, facendo raggiungere alle partecipanti del Laboratorio maggiore autonomia e consapevolezza di sé e delle proprie capacità».

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