Ex macello, pubblicato il bando per completare la bonifica

«Ex Macello e Casa Bossi

Ex macello, pubblicato il bando per completare la bonifica. Un nuovo e importante passo avanti per la rimozione dell’amianto dalla struttura di piazza Pasteur, che arriva a tre mesi e mezzo dalla delibera con cui la giunta comunale novarese aveva stanziato i fondi necessari per l’avvio degli interventi relativo al secondo lotto (leggi qui). Il primo e più urgente era stato trattato nel maggio scorso e aveva riguardato «i primi due edifici, quelli considerati più urgenti dall’ultima relazione di Arpa», aveva spiegato il sindaco Alessandro Canelli.

 

Il nuovo bando è stato pubblicato sul Mepa e sull’albo pretorio del Comune di Novara e resterà aperto fino al 27 novembre. L’importo a base d’asta è di 460.000 euro, 30.200 dei quali per oneri di sicurezza. La durata dei lavori è fissata in 160 giorni consecutivi dall’affidamento degli stessi. Chi se lo aggiudicherà dovrà provvedere alla «rimozione di 14 manti di copertura in lastre di cemento amianto, comprese le listellature e il rifacimento di tre tetti».

«Finalmente, dopo tanti, troppi anni la rimozione dell’amianto dall’ex Macello sta per volgere alla fase conclusiva. Con il secondo lotto di lavori arriveremo, come già fatto con le scuole, alla rimozione complessiva dell’eternit dalla zona in questione fino ad un recupero totale dell’area», commenta l’assessore ai Lavori pubblici Mario Paganini. Al momento da Palazzo Cabrino non viene fornita una tempistica precisa sull’ apertura del cantiere, ma i residenti della zona accolgono comunque la notizia con favore e tirano un sospiro di sollievo. I tre mesi e mezzo intercorsi fra l’approvazione della delibera di giunta per i fondi necessari e l’arrivo delle nuove restrizioni, legate all’aumento della curva pandemica, avevano creato timori che il completamento della bonifica potesse arenarsi. Nonostante il progetto sia ufficialmente inserito nel piano triennale delle Opere pubbliche 2020-2022.

Come ha più volte ricordato lo stesso Canelli, infatti, si tratta di un’operazione attesa da oltre 10 anni con implicazioni ambientali e sanitarie, ma anche urbanistiche. La presenza di amianto e l’obbligo di bonifica ha tenuto l’area in stallo rispetto a possibili opportunità di riqualificazione: due aste, tenutesi sotto la giunta Ballarè, erano andate deserte proprio per i costi di eliminazione dell’eternit che l’eventuale committente avrebbe dovuto per forza sobbarcarsi.

Di «riqualificazione» dell’area, in termini di progettualità politica, Canelli è tornato a parlare anche in una recente intervista a tutto campo rilasciata a La Voce (in cui confermava la propria volontà di volersi ricandidare sindaco per le prossime elezioni), durante la quale ha riferito che agli inizi di ottobre il Comune ha «ottenuto la congruità del valore» dell’area (leggi qui l’articolo integrale).

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