Coldiretti Piemonte e carne: «Il no al cibo in provetta da 7 italiani su 10»

Occorre valorizzare la storica razza bovina piemontese

Ben 7 italiani su 10 (68%) non si fidano del cibo creato in laboratorio con cellule staminali in provetta. E’ quanto emerge dall’indagine di Coldiretti/Ixè realizzata in occasione dell’avvio della petizione mondiale per fermare lo sbarco a tavola del cibo sintetico, promossa da Coldiretti e Filiera Italia, World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe.

«Una vergogna il fatto che le multinazionali del cibo in provetta approfittino della crisi per imporre sui mercati «cibi Frankenstein», come la carne prodotta in laboratorio. Il Piemonte è la patria della carne, culla, oltretutto, della storica razza Piemontese, che rappresenta una tradizione alimentare unica, oltre ad essere un grande patrimonio da tutelare dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia. Ricordiamoci che quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio e di ottimi prodotti da portare in tavola, ma soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento ed il degrado dei territori in zone svantaggiate». E’ quanto ha spiegato Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino con delega regionale al settore zootecnico da carne, in occasione dell’apertura della 42° Mostra Nazionale della Razza Bovina Piemontese, dal 4 al 6 novembre 2022, presso il MIAC a Cuneo.

«E’ un comparto fondamentale per l’economia del nostro territorio poiché il Piemonte, con oltre 500 mila capi, è la prima regione d’Italia per la zootecnia da carne con un fatturato di oltre 600 milioni di euro – hanno fatto notare Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Per questo servono azioni concrete e progettualità economiche per il rilancio del comparto zootecnico da carne e, soprattutto, della Razza Piemontese che vive, ormai da troppo tempo, una grave crisi con conseguenze disastrose sia per gli addetti diretti e le loro famiglie, sia per l’indotto generato, ma anche per l’ambiente e per il territorio che rischia di perdere chi per primo si occupa del suo mantenimento».

E’ possibile firmare la petizione per dire “NO al cibo sintetico” presso tutti gli uffici Coldiretti del Piemonte, nei mercati di Campagna Amica e negli agriturismi di Terranostra.

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