Cirio: «Pronti ad acquistare 3.000 vaccini, non possiamo aspettare i tempi di Roma»

«Pronti ad acquistare 3.000 vaccini in autonomia. Non possiamo aspettare i tempi romani». Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio non va per il sottile e, come altri suoi omologhi sul territorio italiano, pensa alle possibile alternative per accelerare i tempi. «Abbiamo affidato un mandato conoscitivo a Scr per sondare la situazione del mercato a livello internazionale, per capire quali vaccini anti Covid siano disponibili e a quale prezzo. Il vaccino è il futuro, ma anche il presente ed è necessario intervenire per tutelare i lavoratori delle aziende perché possano lavorare in sicurezza, nell’interesse del Pil del Piemonte. Un pensiero condiviso anche con il presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay. I sindacati, dal canto loro, sono perplessi verso questa via, ma ovviamente faremo tutto rispettando le norme e abbiamo anche già avvisato Draghi di avere intrapreso questa strada».

 

Tema su cui è intervenuto anche il presidente della Camera di commercio di Biella e Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola Fabio Ravanelli, dopo l’incontro di ieri con Alberto Cirio. «Accelerare il piano dei vaccini è essenziale per il nostro sistema produttivo, in quanto consentirebbe di superare quei limiti che oggi, a causa delle necessarie misure precauzionali, frenano le attività degli imprenditori – commenta Ravanelli – In particolare la possibilità di spostamenti all’estero in sicurezza aumenterebbe in modo significativo, consentendo alle imprese di promuovere il Made in Italy e offrire assistenza ai propri partner commerciali esteri, elementi fondamentali per un territorio fortemente export-oriented come il nostro. La nostra proposta è quella di pensare ad un piano solidaristico, per far sì che le imprese con maggiore capacità di spesa possano offrire un sostegno alle realtà meno strutturate, favorendo la più ampia diffusione possibile dei vaccini, a beneficio dell’intera economia, oltre che del Sistema Sanitario Nazionale, che potrebbe così concentrarsi sulle categorie più fragili».

Un progetto tecnicamente non semplice, per questo le Camere di Commercio piemontesi attueranno una ricerca di carattere giuridico sulla possibilità di fare da tramite tra imprese e Regione Piemonte, che a sua volta realizzerà l’indagine di mercato.

Il punto sulle dosi
A oggi la Regione ha già utilizzato il 90,6% delle dosi sinora disponibili: dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 277.751 vaccini (delle quali 128.241 come seconda dose). Sul tema è entrato più nel dettaglio il commissario straordinario per l’emergenza della Regione Vincenzo Coccolo. «L’utilizzo del vaccino Pfizer ha raggiunto il 95% e non abbiamo altre scorte in magazzino, ma da Roma siamo stati rassicurati che ne arriveranno altre 53.820 la prossima settimana, per un totale di oltre 105.000 entro fine febbraio. Astra Zeneca ha consegnato in anticipo più di 17.000 dosi per le forze dell’ordine, per domani ne sono attese altre 20.900 e altre 51.500 per l’ultima settimana di febbraio. Inoltre sono in arrivo altre 11.100 dosi di Moderna e altre 39.900 nella settimana del 22 settembre. Speriamo che per marzo le consegne aumentino, ora stiamo rallentando, perché con più di 10.000 vaccini al giorno le dosi esauriscono. Ma in realtà saremmo perfettamente in grado di raddoppiare le somministrazioni giornaliere».

Per la categoria delle forze dell’ordine è stato Antonio Rinaudo dell’Unità di crisi a far presente che «per loro non è possibile utilizzare i vaccini Pfizer e Moderna, come da Piano vaccinale nazionale aggiornato all’8 febbraio, ma così rischia di rimanere escluso il personale con più di 55 anni d’età. Stiamo attendendo il parere di Aifa per capire come completare la vaccinazione».

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