Mascaro (Avis): «Il sangue a Novara non manca, ma non abbassiamo la guardia»

Con la fine dello stato di emergenza e la ripresa delle attività ordinarie in ospedale, il direttore sanitario dell'Avis Novara e il responsabile di Medicina trasfusionale del Maggiore fanno il punto della situazione

La pandemia sta allentando la morsa sul nostro Paese e, con la fine dello stato di emergenza, gli ospedali hanno ricominciato con l’attività ordinaria e il recupero delle prestazioni. Il calendario delle operazioni chirurgiche programmate, che nella fase emergenziale aveva visto una drammatica battuta d’arresto, si sta nuovamente aggiornando per snellire la lunga lista d’attesa.

Di conseguenza le sale operatorie hanno registrato una maggiore richiesta di sangue che – secondo il direttore sanitario dell’Avis Novara, Gennaro Mascaro (in foto) – «attualmente non ci trova impreparati. Dopo un periodo piuttosto critico sotto l’aspetto delle donazioni, con una netta diminuzione delle raccolta sangue nei mesi di gennaio e febbraio, ora stiamo vivendo un periodo nettamente più roseo. Mi sento di dire che la risposta, di questi ultimi mesi, sia senz’altro positiva e che abbiamo recuperato ciò che avevamo perduto nei periodi più difficili. Nel corso dell’ultima assemblea direttiva dell’Avisp provinciale (leggi qui l’articolo) i dati hanno confermato un rialzo del 3% rispetto all’inizio dell’anno. Da parte nostra opereremo sempre al massimo per raccogliere più adesioni possibili e stimolare le donazioni; siamo certi che nel momento in cui la pandemia mollerà definitivamente, allora si potrà godere di un netto rialzo dei numeri. Ripeto, la risposta dei donatori è incoraggiante».

Sui numeri rassicuranti condivisi dall’Avis è intervenuto anche il responsabile del dipartimento di Medicina trasfusionale dell’ospedale Maggiore, Pierangelo Bescapè: «Confermo il lieve rialzo rispetto a gennaio, ma non abbassiamo la guardia, non ora che la richiesta ematica è aumentata e che ci avviciniamo alla stagione più delicata per la raccolta e la domanda di sangue: l’estate. Le sale operatorie stanno tornando a operare con il ritmo pre pandemico, pertanto la richiesta maggiore si avverte, ma la situazione a Novara per ora non è allarmante. Ovviamente, nel nostro settore, la situazione può degenerare in pochissimo tempo, perciò, ripeto, non abbassiamo la guardia. Le donazioni sono fondamentali e la città ha tutti i numeri per mantenere e garantire il fabbisogno totale di sangue».

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Paolo Pavone

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