Ancora molte domande sul polo logistico di Agognate

Egregio Direttore, il mistero del Polo Logistico di Agognate è stato svelato dopo molti anni e finalmente si è saputo che ad installarsi ad Agognate sarà la multinazionale Amazon. Questa lunga e faticosa vicenda ci impone di riflettere su importanti questioni. Primo: la trasparenza. A nostro avviso le tre amministrazioni comunali, che si sono sono succedute dall’ inizio di questa storia, avrebbero dovuto chiarire subito ai cittadini quali sono i protagonisti e le caratteristiche di questa iniziativa.

Secondo: la creazione di nuovi posti di lavoro, che resta l’unico elemento di interesse pubblico, rimane ancora indefinita. Solo oggi appaiono dati indicativi, che però dovrebbero essere precisati nei tempi e nei modi. Inoltre il Comune dovrebbe completare il quadro occupazionale con i dati dei posti di lavoro che si perderanno nel settore della distribuzione al dettaglio.

Terzo: l’ ambiente. E’ sicuramente apprezzabile il progetto dei 1000 kW di pannelli fotovoltaici sul tetto del magazzino di Agognate. Tuttavia il Comune dovrebbe chiarire la questione delle mitigazioni verdi. Nel luglio scorso abbiamo visto ad Agognate solo 8000 piantine, non le 11.000 dichiarate.

Quarto: mobilità e qualità dell’aria. Il Comune, a nostro avviso, dovrebbe richiedere al Gestore del Polo, che i camion in uscita dal Polo Logistico e diretti a Novara siano mezzi elettrici e che la distribuzione in città non sia del tipo porta a porta, bensì tramite il sistema locker, allo scopo di ridurre la movimentazione di questi camion.

Quinto: il Comune, a nostro avviso, dovrebbe preoccuparsi della sopravvivenza dei negozi del centro città e dei negozi di prossimità nei quartieri periferici. Se il Comune, come ci auguriamo, trasformasse tutto il centro città in un’ isola pedonale, i negozi del centro ne trarrebbero un grande giovamento.

Sesto: infine la domanda di fondo, rivolta al Comune e a tutti i cittadini: siamo sicuri che la logistica, settore economico a basso valore aggiunto, sia veramente il futuro di Novara e del Novarese? Crediamo che Novara, secondo capoluogo del Piemonte, capofila delle quattro province del Quadrante Orientale con un bacino di un milione di cittadini, sede di Università e di importanti centri di ricerca, debba rivolgere tutti i suoi sforzi verso altri settori.

Verso la scuola in tutti i suoi ordini e gradi, dagli asili nido all’ istruzione secondaria, all’Università, verso la ricerca, per garantire la salute a tutti i cittadini, per realizzare il recupero ambientale, il riciclo dei rifiuti, la riforestazione, l’ agricoltura biologica, la sufficienza alimentare, la filiera corta in agricoltura, l’ efficienza dei servizi pubblici e della pubblica amministrazione. Fondamentale rimane sempre la trasparenza degli atti amministrativi e la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica.

Cogliamo l’ occasione per invitare i candidati sindaci delle prossime elezioni comunali di Novara a rispondere all’Appello per la Tutela Ambientale  lanciato in questi giorni da ventiduea ssociazioni ambientaliste novaresi, tra cui la nostra.

Il presidente di Carp Novara, Fabio Tomei

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