Emergenza casa, Novara terza provincia del Piemonte per sfratti. Cgil e Sunia protestano davanti alla Prefettura

Novara è la terza provincia del Piemonte per numero di provvedimenti di sfratto emessi: 325, secondo i dati ministeriali riportati da Sunia e Cgil. Un dato che, nonostante la forte diminuzione delle esecuzioni effettive rispetto all’anno precedente, restituisce la dimensione di un disagio abitativo che continua a pesare sulle famiglie. Per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’emergenza casa, Sunia Piemonte Nord Est e Cgil hanno organizzato un presidio di protesta per mercoledì 11 novembre alle 11 davanti alla Prefettura di Novara.

«La casa è un diritto, non una merce» è lo slogan scelto dalle organizzazioni sindacali, che denunciano l’aumento dei canoni di locazione, la progressiva riduzione dell’offerta di alloggi a prezzi accessibili e le conseguenze del carovita sui bilanci familiari. Una situazione che coinvolge non soltanto le fasce tradizionalmente più fragili, ma anche lavoratori, pensionati, giovani e famiglie con redditi che non riescono più a sostenere contemporaneamente le spese per l’abitazione e quelle quotidiane.

A Novara 325 provvedimenti di sfratto, ma diminuiscono le esecuzioni

Secondo i dati del ministero richiamati dai sindacati, il Novarese si colloca al terzo posto in Piemonte per numero di provvedimenti di sfratto emessi, con 325 casi. Sul fronte delle esecuzioni effettive, invece, si registra una significativa flessione rispetto all’anno precedente, particolarmente evidente per i provvedimenti legati alla finita locazione.

Un andamento diverso da quello registrato in altre province del Piemonte nordorientale. Nel Verbano-Cusio-Ossola i provvedimenti di sfratto sono aumentati del 9,47%, accompagnati da una crescita delle esecuzioni con l’intervento della forza pubblica. Nel Vercellese l’incremento è dell’8,41%, con oltre 132 provvedimenti emessi, mentre a Biella se ne contano circa 125.

Per Sunia e Cgil, tuttavia, il problema non si esaurisce nei numeri degli sfratti. A preoccupare è soprattutto la crescente difficoltà di accedere a un’abitazione a canone sostenibile, in un contesto segnato dall’inflazione, dalla precarietà lavorativa e dalla perdita del potere d’acquisto.

Le richieste dei sindacati: recuperare gli alloggi pubblici sfitti e sostenere gli affitti

Al centro della mobilitazione c’è anche la critica al Piano Casa annunciato dal Governo, giudicato insufficiente rispetto all’urgenza della situazione. Secondo le organizzazioni sindacali, la prospettiva di 100 mila alloggi e 10 miliardi di euro nell’arco di dieci anni non rappresenta una risposta adeguata a un’emergenza che richiede interventi immediati. In particolare, Sunia esprime preoccupazione per l’ipotesi di valorizzazione e vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, sostenendo invece la necessità di recuperare e rimettere a disposizione gli alloggi esistenti.

«La casa non può essere lasciata alle sole logiche del mercato e della rendita – sottolinea la segretaria di Sunia Piemonte Nord Est –. Di fronte all’aumento degli affitti, agli sfratti, alla crescita del disagio abitativo e alle lunghe liste d’attesa per una casa popolare, servono risorse pubbliche certe, un piano straordinario per il recupero degli alloggi sfitti, il blocco della vendita del patrimonio ERP, il rifinanziamento dei fondi per il sostegno all’affitto e alla morosità incolpevole, una riforma delle locazioni private e un confronto vero con i sindacati degli inquilini, delle lavoratrici e dei lavoratori e con tutte le parti sociali».

Tra le richieste che saranno portate davanti alla Prefettura figurano anche una regolamentazione più incisiva del mercato delle locazioni private e misure per contenere la diffusione degli affitti brevi turistici.

«Pagare l’affitto o curarsi»: la denuncia della Cgil

A collegare l’emergenza abitativa alla più generale difficoltà economica delle famiglie sono le segreterie confederali della Cgil di Novara-Vco, Biella e Vercelli-Valsesia. «Arrivare a fine mese è una corsa a ostacoli», denunciano le rappresentanti sindacali, evidenziando una «profonda ingiustizia sociale derivante dal carovita, che impone alle famiglie drammatici dilemmi decisionali tra beni primari e diritti costituzionali come l’abitazione: pagare il canone d’affitto o affrontare una spesa sanitaria».

Una condizione che, secondo la Cgil, viene ulteriormente aggravata dalla precarietà occupazionale e dalla stagnazione dei salari, con conseguenze dirette sulla stabilità economica dei nuclei familiari.

L’11 novembre il presidio in Prefettura: chiesto un tavolo permanente

La mobilitazione di mercoledì 11 novembre non vuole essere soltanto una manifestazione di protesta. Sunia e Cgil hanno infatti sollecitato l’intervento del prefetto per l’apertura di un tavolo di confronto permanente con le istituzioni territoriali, con l’obiettivo di individuare risposte concrete al disagio abitativo e rafforzare le tutele per gli inquilini.

Il presidio si inserisce nel percorso di mobilitazione sindacale che porterà allo sciopero annunciato per il 20 novembre, nel quale anche il diritto alla casa sarà uno dei temi al centro della protesta.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore