Le elezioni amministrative del 2027 cominciano a entrare nel dibattito politico novarese. A poco più di un anno dalla scadenza del mandato del sindaco Alessandro Canelli, le forze del centrosinistra iniziano a mettere a fuoco alcuni dei temi sui quali costruire le proprie proposte per il futuro della città. Ambiente, cambiamenti climatici, sicurezza e riqualificazione urbana sono al centro di due recenti interventi di Alleanza Verdi Sinistra e Giovani Democratici, che prendono in esame situazioni differenti ma riconducibili a una riflessione più ampia sullo sviluppo di Novara.
La prima iniziativa porta la firma di Alleanza Verdi Sinistra, che ha scelto una campagna di affissioni per richiamare l’attenzione sul tema delle temperature estive e sulla necessità di aumentare le aree verdi. I manifesti pongono ai cittadini una domanda: «Che città preferisci? Una dove piazza Martiri in estate è a 43° o a 28°?».
Al centro della critica c’è la sistemazione di piazza Martiri e, più in generale, la presenza di superfici pavimentate e la carenza di ombreggiamento negli spazi pubblici. Secondo AVS, la differenza di temperatura indicata nella campagna rappresenta un esempio degli effetti che le scelte urbanistiche possono avere sulla vivibilità della città durante i mesi più caldi.
Il giudizio sull’operato dell’amministrazione è severo. In undici anni, sostiene AVS, sarebbe stata costruita «una città a misura di supermercato e di zanzare, ma non certo a misura d’uomo». Da qui la richiesta di un piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici, accompagnata da un impegno politico che guarda già alle prossime elezioni: «Ci penseremo noi, dopo le elezioni».
Sul versante della sicurezza e della qualità degli spazi urbani intervengono invece i Giovani Democratici, che riportano l’attenzione sull’area del centro Ipazia e di largo Donegani, nei pressi degli insediamenti dell’Università del Piemonte Orientale.
La situazione descritta dai giovani del Pd riguarda la presenza di spaccio, rifiuti e veicoli abbandonati nei parcheggi universitari, elementi che, secondo la loro denuncia, contribuiscono a rendere poco frequentata e scarsamente valorizzata una zona che dovrebbe rappresentare uno dei punti di riferimento della vita studentesca cittadina.
Nella loro analisi, i Giovani Democratici contestano un approccio alla sicurezza basato prevalentemente sugli interventi delle forze dell’ordine, ritenendo necessario affiancare alle attività di controllo politiche sociali e iniziative di riqualificazione. «Una pista ciclabile non basta se il contesto circostante sembra abbandonato a se stesso», osservano, definendo largo Donegani una «cattedrale nel deserto».
Le proposte avanzate si articolano su tre direttrici: interventi immediati per il decoro urbano, presenza di educatori di strada accanto alle forze dell’ordine e incentivi all’apertura di locali e attività commerciali, con l’obiettivo di aumentare la frequentazione dell’area e favorire una maggiore presenza sociale.
Le due iniziative si inseriscono in una fase nella quale il confronto politico cittadino comincia progressivamente a orientarsi verso le amministrative del 2027. Pur partendo da questioni diverse, AVS e Giovani Democratici pongono al centro del dibattito il rapporto tra trasformazioni urbane e qualità della vita, indicando alcuni dei temi che potrebbero trovare spazio nel futuro programma del centrosinistra.








