L’alta formazione accademica nel Piemonte Orientale si conferma un passaporto di prim’ordine per l’ingresso nel mercato del lavoro. L’undicesimo rapporto AlmaLaurea sul profilo e la condizione occupazionale dei dottori di ricerca certifica l’eccellenza dell’UPO, evidenziando performance nettamente superiori alla media nazionale. Il dato più dirompente dell’indagine, condotta sui neo-dottori del 2025 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, riguarda l’occupazione femminile, che tocca la quota assoluta del 100% a fronte di una media italiana del 93,3%. Un traino fondamentale per il tasso di occupazione complessivo dell’ateneo, che si attesta a un solidissimo 97,4%.
Oltre all’elevata probabilità di trovare un impiego, a fare la vera differenza sono le tempistiche e le condizioni contrattuali. I ricercatori in uscita dall’UPO riescono a collocarsi in appena 27 giorni, dimezzando di fatto l’attesa rispetto agli 1,8 mesi necessari nel resto del Paese. Un ingresso rapido che si accompagna a inquadramenti più stabili, con il 31,6% di contratti a tempo indeterminato, e a buste paga più pesanti: la retribuzione mensile netta sfiora infatti i 2.205 euro, staccando in modo significativo i 1.984 euro della media tricolore.
Le porte che si aprono per i neo-dottori, inoltre, non conducono esclusivamente alla pur prestigiosa carriera accademica. L’indagine evidenzia come l’11,1% degli occupati svolga professioni riconducibili ai vertici aziendali e all’alta dirigenza imprenditoriale, una cifra quasi quintuplicata rispetto al modesto 2,3% registrato sul piano nazionale. Anche sul fronte puramente scientifico, la propensione internazionale dei dipartimenti piemontesi è confermata dal 93,6% di ricercatori che ha già all’attivo pubblicazioni in lingua inglese, un dato che contribuisce all’alto grado di soddisfazione (8,5 su 10) espresso dagli ex allievi.
Risultati che il rettore Menico Rizzi ha definito un segnale fortissimo. «I dati confermano l’impatto reale e misurabile che il nostro Ateneo ha sul futuro dei giovani e sullo sviluppo del tessuto socio-economico – ha sottolineato Rizzi –. Raggiungere la piena occupazione femminile e garantire retribuzioni superiori alla media dimostra che investire nell’alta formazione all’UPO assicura un solido vantaggio competitivo per ruoli di leadership nel pubblico e nel privato». Una caratura internazionale rivendicata anche da Antonia Follenzi, direttrice della scuola di dottorato, secondo cui intercettare in tempi record un impiego adeguato «è la prova tangibile che i nostri programmi sanno rispondere alle reali esigenze della ricerca globale e dell’innovazione d’impresa».








