Ragazzi on the Road: le testimonianze dei giovani al fianco di Forze dell’ordine e soccorritori

In una sola settimana, il timore reverenziale verso la divisa si è trasformato in comprensione umana, i pregiudizi hanno lasciato il posto al senso civico e, in più di un caso, la semplice curiosità si è tramutata in una vera e propria vocazione professionale. È il bilancio di chiusura del progetto “Ragazzi On The Road” che ha permesso a 30 studenti tra i 16 e i 20 anni di vivere una vera e propria esperienza al fianco di Polizia locale, Forze dell’ordine, Vigili del fuoco e soccorritori del 118.

Un’immersione totale nella gestione della sicurezza cittadina che ha lasciato il segno nei ragazzi, chiamati oggi a raccontare la loro esperienza. Il filo rosso che unisce le testimonianze dei giovani è il crollo degli stereotipi. Alessia, per sua stessa ammissione, guardava alle Forze dell’ordine «con un po’ di timore», ma pattugliando le strade ha scoperto «persone umane che svolgono il loro lavoro mettendosi al servizio degli altri». Un concetto ribadito da altri, rimasti affascinati dalla centrale operativa, che hanno sottolineato come l’esperienza in autopattuglia abbia mostrato il volto umano di chi opera in emergenza, spazzando via i pregiudizi.

Moltissimi ragazzi sono rimasti profondamente colpiti dalla gestione delle emergenze sanitarie e dal funzionamento del 118. Alessio non ha dubbi: «Quella degli operatori di Azienda Zero non è un lavoro, è una missione. Hanno una tranquillità e un senso di consapevolezza unici, mentre dall’altra parte del telefono ci sono persone spaventate che non sanno cosa fare». Anche Diana, Alberto, Valentina e Beatrice hanno evidenziato la freddezza clinica e l’organizzazione metodica del centralino, dove «una calma assoluta si trasforma in un aiuto essenziale per chi sta male».

Per alcuni studenti, la settimana sulla strada ha rappresentato un vero e proprio orientamento al futuro. Denise aveva aderito al progetto per capire se la strada delle Forze dell’Ordine facesse per lei: «Ho avuto la conferma, è esattamente ciò che voglio fare. Stare con la Polizia Locale mi ha fatto capire quanto sia difficile mantenere serietà e carattere in questo lavoro». Stessa illuminazione per Letizia, che ha già deciso di tentare il concorso per diventare agente il prossimo anno, e per Ludovica e Andrea, affascinati dalla difficoltà di operare a tutela della sicurezza in contesti critici.

A tirare le fila di questa esperienza è stato il Prefetto di Novara, Francesco Garsia, che ha sottolineato il valore civico dell’iniziativa. «Il pregiudizio si alimenta con l’ignoranza, mentre la conoscenza lo supera: questo è il grande risultato del vostro progetto. Avete toccato con mano la dimensione umana di chi fa questo lavoro con spirito di servizio. Anche l’applicazione di una sanzione, che non fa piacere a nessuno, è una forma di tutela e prevenzione per il cittadino». Rispondendo allo stupore dei ragazzi per la freddezza degli operatori del 118, il Prefetto ha infine ricordato l’importanza vitale della preparazione: «Non siamo automi, la concitazione c’è, ma è la formazione che è al servizio della competenza. Solo quando si è formati si è in grado di gestire con calma una telefonata o una situazione complessa».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.