Piazza Martiri, Avs e Forum2030 riaccendono la polemica: «Piazza a dimensione di zanzara»

La presentazione delle carte definitive del progetto di piazza Martiri ha acceso, nuovamente, il dibattito cittadino. Dopo l’apertura del Movimento 5 Stelle a una consultazione pubblica, Alleanza Verdi Sinistra e il Forum per il Bene Comune Novara 3020 (a cui aderiscono Legambiente, Italia Nostra, Associazione La Torre Mattarella, Medicina Democratica, I Fontanili di Pernate e Medici per l’ambiente) hanno bocciato senza appello l’impianto della riqualificazione approvata dalla giunta Canelli, pur riconoscendo oggettivamente al Comune il merito della chiusura alle automobili.

Per Manfredi Romano, esponente di Avs, il risultato rischia infatti di essere disastroso. «Più fontane e troppo poco verde. Così com’è, Piazza Martiri rischia di diventare una piazza a dimensione di zanzara, più che a dimensione d’uomo», ha attaccato Romano, sottolineando come l’amministrazione si stia comportando come se il cambiamento climatico non esistesse. «Come si può pensare che un anziano si sieda su una panchina sotto al sole ad agosto, se non vi sono alberi a fare ombra? Il “Salotto di Novara”, così com’è stato pensato dalla giunta Canelli, diventerà un’isola di calore, mentre noi pensiamo dovrebbe diventare un rifugio climatico».

Ad entrare nel dettaglio tecnico del progetto, smontandolo pezzo per pezzo, è il documento prodotto dal Forum per il Bene Comune si è concentrato sul paradosso del cemento, denunciando come la nuova piazza pedonale sarà ancora più impermeabile del vecchio parcheggio. Secondo i documenti esaminati, «la superficie impermeabilizzata con il progetto aumenterà del 20% circa», poiché sotto a tutta la nuova pavimentazione in pietra «è prevista una gettata in calcestruzzo di 15 centimetri, non permeabile».

Un altro nodo cruciale riguarda la gestione del verde e delle acque. Gli alberi, passati dagli annunciati quaranta a ventisette per rispettare le prescrizioni della Soprintendenza, saranno costretti all’interno di griglie ristrette e non potranno superare i quattro o cinque metri di altezza. Poiché il progetto impone di garantire un’altezza libera di due metri e mezzo da terra per il passaggio dei pedoni, il Forum ha calcolato che «la chioma avrà una altezza massima di 2,5 metri: definirlo albero è decisamente un complimento».

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Anche la gestione idrica finisce nel mirino, con le quattro vasche d’acqua sostituite da zampilli. «Tali zampilli saranno alimentati da acque prelevate dall’acquedotto e poi convogliate nella fognatura», hanno accusato gli attivisti, sottolineando il contrasto con le strategie di adattamento che impongono di evitare sprechi e ridurre i consumi idrici per non sovraccaricare la rete.

Critiche severe vengono rivolte anche alle scelte d’arredo e alla sicurezza. Le grandi sfere in pietra posizionate per delimitare il traffico lungo la strada a doppio senso vengono giudicate prive di alcuna efficacia per schermare l’esposizione al rumore e agli inquinanti. Allo stesso tempo, le panchine in pietra e senza schienale vengono ritenute poco confortevoli per la popolazione anziana e disposte in modo da ostacolare la socializzazione. Per salvare la sostenibilità dell’opera, il Forum ha lanciato quindi due proposte tecniche: posare la pavimentazione in pietra su un letto drenante anziché sul calcestruzzo e realizzare «trincee drenanti vegetate continue lungo i filari alberati». Modifiche che, secondo l’associazione, farebbero scendere la superficie impermeabilizzata dal 90% a un ben più sostenibile 10%, trasformando lo spazio in un luogo concretamente vivibile per tutti.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore