Il Gorgonzola conquista la rete: boom di ricerche su Wikipedia e una filiera da 800 milioni di euro

L’interesse per le eccellenze del Made in Italy passa sempre più attraverso gli schermi dei nostri smartphone, e il re incontrastato di questa curiosità digitale parla anche novarese. Analizzando l’andamento decennale, compreso tra il 2016 e il 2025, delle ricerche online sulle pagine Wikipedia di novantanove prodotti italiani, è emerso un dato sorprendente: il Gorgonzola è il prodotto alimentare che ha fatto registrare il maggiore incremento percentuale di consultazioni, segnando un vertiginoso +1.531%.

Il formaggio erborinato più diffuso al mondo, che rappresenta la quinta produzione certificata italiana per importanza, ha visto letteralmente decuplicare le visite sulle proprie pagine di approfondimento. Si è passati da una media di 378 ricerche mensili nel 2016 a ben 6.161 nel 2025, toccando picchi straordinari di oltre 9.300 ricerche mensili registrati negli anni 2020 e 2023.

La strategia digitale e il valore della corretta informazione

Entrando nel merito di questi numeri eclatanti, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola, che ha il suo storico quartier generale proprio a Novara dal 1970, non si mostra affatto sorpreso. I vertici dell’ente hanno spiegato infatti che, «a partire dal crocevia internazionale dell’Expo 2015 di Milano, è stata attuata una precisa scelta strategica per rafforzare la presenza del marchio in rete. L’obiettivo non era solo garantire capillarità, ma soprattutto assicurare la diffusione di informazioni corrette tramite campagne mirate e testimonial autorevoli».

La vasta mole di ricerche online dimostra la necessità dei consumatori di comprendere a fondo cosa significhi esattamente il marchio Dop e di imparare a distinguere il vero Gorgonzola dai semplici formaggi erborinati. Proprio attraverso la divulgazione digitale, il Consorzio ha ribadito che «l’utilizzo del termine “Gorgonzola” per indicare un erborinato qualsiasi è errato e costituisce una frode in commercio». I curiosi del web scoprono così i segreti del disciplinare: l’utilizzo esclusivo di latte vaccino pastorizzato, il processo di erborinatura dovuto all’aggiunta di spore di penicillium che crea le inconfondibili screziature bluastre e la caratteristica, fondamentale per la sicurezza alimentare, della crosta non edibile.

I numeri di una filiera da record trainata dall’export

Il boom di interesse virtuale viaggia di pari passo con un successo economico e produttivo di assoluto rilievo nel mondo reale. La valorizzazione delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali promossa dal Consorzio si poggia su una solida filiera tradizionale, radicata in un legame indissolubile con una specifica area geografica a cavallo tra Piemonte e Lombardia.

I numeri delineano un comparto in salute e in forte espansione. La filiera coinvolge attualmente circa milleottocento aziende agricole dislocate nel territorio d’origine, incaricate di fornire quotidianamente il latte fresco di giornata. I dati più recenti evidenziano una crescita straordinaria della produzione, che ha sfondato il record storico di 5,4 milioni di forme all’anno. Questo volume si traduce in un valore economico al consumo stimato in circa 800 milioni di euro. Un successo che non conosce confini: l’esportazione assorbe oggi quasi il 40% dell’intero prodotto, trovando in Germania e Francia i principali mercati acquirenti di questa storica eccellenza italiana.

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