Si era svolto senza particolari problemi lo scorso 16 agosto, con le autorizzazioni previste e le modifiche temporanee alla viabilità. A trasformare, tre settimane dopo, il corteo religioso organizzato a Novara dall’associazione Al-Qaim Welfare in un caso politico è stata la pubblicazione su un gruppo Facebook cittadino di un video che riprende la manifestazione, ma ne altera le dimensioni.
Il corteo di corso Risorgimento è realmente avvenuto, ma nel filmato il numero dei partecipanti è stato aumentato artificialmente. Il confronto con i video pubblicati dall’associazione mostra, infatti, persone replicate all’interno della stessa inquadratura.
Questo non ha impedito al video di essere dato in pasto ai social senza alcuna contestualizzazione, generando numerosi commenti e una polemica dai toni sempre più accesi. Al punto che gli amministratori del gruppo Facebook hanno infine deciso di rimuoverlo. Altri video della giornata sono tuttora disponibili sulla pagina dell’associazione.
Alla manifestazione, durata complessivamente un paio d’ore e organizzata per commemorare il martirio dell’imam Hussain, nipote del profeta Maometto e figura centrale dell’islam sciita, hanno partecipato circa cento persone, in gran parte appartenenti alla comunità pakistana presente sul territorio.
Il corteo, infatti, si svolge a Novara da almeno tre anni. Nelle precedenti edizioni aveva interessato corso Cavour, mentre quest’anno il percorso si è sviluppato tra corso Risorgimento e via Pernati. La manifestazione è stata autorizzata dalla Questura e il passaggio dei partecipanti è stato accompagnato da un’ordinanza della Polizia locale per la chiusura temporanea della via.
A dare ulteriore forza alla polemica sono stati soprattutto alcuni esponenti di Futuro Nazionale. Da lì si è sviluppata una lunga sequenza di interventi contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco leghista Alessandro Canelli, contro la sinistra e a favore della cosiddetta “remigrazione”. Non sono mancati alcuni commenti in difesa della libertà di culto e del diritto della comunità sciita a manifestare, ma sono rimasti minoritari nel dibattito.
Il dato concreto, tuttavia, è che il corteo del 16 agosto non rappresentava né una novità né un’iniziativa estemporanea: era la terza edizione di una manifestazione religiosa organizzata nel rispetto delle procedure previste. Con le stesse modalità con cui, nel corso dell’anno, altre comunità presenti sul territorio novarese – da quella indiana sikh a quella albanese – promuovono celebrazioni e appuntamenti pubblici.
Nessuna contestazione, per quanto risulta, aveva accompagnato lo svolgimento della manifestazione. Il “caso” è nato soltanto dopo la diffusione del video: ancora una volta, più nelle bacheche dei social che nelle strade della città.








