Attacco a Scalfaro, Pd e M5S fanno quadrato: «Bignami getta fango sulla storia»

Dopo le proteste esplose in Parlamento per le parole del deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami su Oscar Luigi Scalfaro, anche in Piemonte e nel Novarese il caso assume una dimensione politica. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, le opposizioni chiedono una presa di distanza da parte degli esponenti del centrodestra locale, accusando Bignami di aver utilizzato la figura dell’ex Presidente della Repubblica per alimentare uno scontro politico e riscrivere fatti storicamente accertati.

Il primo a intervenire è il consigliere regionale e segretario del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, che chiama direttamente in causa la classe dirigente piemontese e novarese di Fratelli d’Italia: «Invito la destra piemontese e novarese a prendere le distanze da quanto affermato da Galeazzo Bignami. L’uomo che in passato si faceva fotografare vestito da SS oggi, da esponente di punta del partito di Giorgia Meloni, getta fango su Oscar Luigi Scalfaro nel tentativo di coprire la vergogna del caso Delmastro. È un attacco sguaiato, gratuito e mosso da una pura speculazione politica, che non possiamo e non dobbiamo tollerare».

Per Rossi, l’attacco non riguarda soltanto la memoria dell’ex Capo dello Stato, ma investe il rapporto tra politica e istituzioni: «Negli anni drammatici delle stragi di Cosa Nostra – prosegue – Oscar Luigi Scalfaro rappresentò un baluardo intransigente nella difesa della democrazia repubblicana, accompagnando con determinazione anche la nascita del movimento antimafia che prese forza proprio dopo quelle tragedie. Da novarese e da rappresentante delle istituzioni provo una profonda indignazione per questo volgare attacco a un uomo di Stato che ha servito il Paese nei momenti più difficili della sua storia».

Da qui l’appello rivolto al centrodestra del territorio: «Mi aspetto una presa di distanza pubblica dalle parole di Bignami da parte di tutti coloro che ricoprono incarichi istituzionali a Novara e in Piemonte, al di là delle appartenenze politiche. La ricerca della verità e il rispetto delle istituzioni devono venire prima di qualsiasi convenienza di parte, se vogliamo davvero preservare le fondamenta democratiche del nostro Paese».

Sulla stessa linea anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale a Novara, Mario Iacopino, che richiama la necessità di distinguere il confronto politico dalla ricostruzione dei fatti storici: «Ci sono limiti che la politica non dovrebbe mai superare. È una questione di verità, di rispetto e di dignità delle istituzioni. Oscar Luigi Scalfaro è stato Presidente della Repubblica ed è uno dei cittadini più illustri che Novara abbia mai espresso».

Iacopino rivendica il diritto al giudizio politico, ma respinge quella che considera una deformazione della realtà: «C’è chi lo ha stimato e chi lo ha criticato, ed è naturale: ciascuno è libero di valutare le sue idee e il suo operato. Quello che non è accettabile è attribuirgli responsabilità che non gli appartengono. Una cosa è il giudizio politico, un’altra è riscrivere la storia».

Secondo l’esponente pentastellato, la vicenda travalica la figura di Scalfaro e riguarda il valore stesso della memoria istituzionale: «Quando la propaganda prende il posto della verità perdiamo tutti. Se oggi si arriva a riscrivere la storia di un Presidente della Repubblica, domani si potrà riscrivere quella di chiunque. Difendere la memoria di Scalfaro non significa difendere una parte politica, ma difendere il rispetto dei fatti. Mi auguro che Novara, a partire dalle sue istituzioni, sappia unirsi nel rendere il giusto omaggio a uno dei suoi cittadini più illustri».

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Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore