Mentre i cantieri per la pedonalizzazione procedono, il salotto buono di Novara si scopre sempre più rarefatto. Tra saracinesche storiche abbassate e le indiscrezioni insistenti che aleggiano sul futuro della ristorazione all’interno del Teatro Coccia – dove per lo chef Luca Mendozza sembrerebbero suonare forti sirene professionali per un nuovo progetto –, il volto di Piazza Martiri rischia di cambiare profondamente.
Un quadro di incertezza commerciale che ha spinto il gruppo consiliare del Partito Democratico a depositare un’interrogazione formale urgente rivolta al sindaco e alla giunta per chiedere conto del destino e dell’attrattività del cuore sociale e culturale della città.
Il paradosso della riqualificazione: una piazza nuova ma con le saracinesche abbassate
Il punto centrale sollevato dall’atto ispettivo – firmato dai consiglieri dem Sara Paladini, Nicola Fonzo, Milù Allegra, Mattia Colli Vignarelli, Rossano Pirovano e Cinzia Spilinga – è che il grande progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di Piazza Martiri, pensato dall’amministrazione per restituire ai novaresi uno spazio moderno e vivibile, rischia clamorosamente di scontrarsi con la realtà di una piazza in cui chiude tutto.
L’allarme del Partito Democratico accende i riflettori sul pericolo concreto di trasformare il cuore di Novara in un “contenitore” estetico rinnovato ma svuotato del suo contenuto vitale, dove la passeggiata pedonale si snoda tra vetrine spente e portici disabitati. Una desertificazione progressiva che priva il centro storico proprio di quelle attività economiche e di socialità che rendono viva una piazza.
Da Cannavacciuolo ai bar storici: la mappa delle preoccupazioni
La fotografia scattata nell’interrogazione unisce le ferite già aperte alle incognite che potrebbero concretizzarsi a breve. Ad aver già spento le insegne da tempo sono locali storici che per decenni hanno scandito le giornate del centro, come l’ex Plaza e il Bar Locchi, ai quali si è aggiunto di recente l’addio del Bar Borsa, lasciando un ulteriore, pesante vuoto sotto i portici e tra i tavolini all’aperto.
A preoccupare l’opposizione c’è poi la nube che pende sul Teatro Coccia: nel testo i dem sottolineano come paia prossima la chiusura dello spazio ristorazione del teatro, un’eventualità che – al netto del rispetto formale degli accordi economici con la Fondazione – segnerebbe il venir meno di un presidio nato per essere parte integrante della vita culturale cittadina. Il tutto a poche decine di metri da un’altra ferita mai rimarginata, quel Bistrot di Cannavacciuolo al Castello la cui avventura si è interrotta mesi fa e per il quale non si è ancora delineata alcuna soluzione di rilancio nel maniero sforzesco.
Il PD: «Scarsa appetibilità e situazione grave, che fa il Comune?»
Per l’opposizione, questa sequenza di vuoti non può essere derubricata a semplice turnover fisiologico, ma va interpretata come un segnale di allarme profondo sul posizionamento del capoluogo. Nel documento i consiglieri evidenziano come questi dati dimostrano la scarsa appetibilità del centro storico, configurando una situazione grave e difficile che viene letta come una chiara conseguenza della trasformazione che sta vivendo la città.
Le richieste alla giunta e alla Fondazione Coccia
Con l’interrogazione depositata a palazzo Cabrino, il gruppo consiliare chiede una risposta orale e scritta all’amministrazione per chiarire due passaggi decisivi. Da un lato si chiede di conoscere come intenda procedere la Fondazione Teatro Coccia in merito alla gestione degli spazi destinati alla ristorazione, guardando al valore funzionale del servizio per la città e non solo alla tenuta economica contrattuale. Dall’altro si sollecita la giunta a illustrare quale sia la strategia operativa per rendere nuovamente attrattiva piazza Martiri, superando la fase transitoria dei cantieri per scongiurare il rischio di una piazza pedonale desertificata e far sì che il cuore di Novara torni a essere un fulcro vitale di incontro e socialità.








