Techbau, il colosso di Castelletto Ticino, costruirà il maxi data center di Trino

C’è un pezzo di orgoglio novarese dietro quella che si preannuncia come una delle più imponenti e discusse operazioni immobiliari e tecnologiche del Nord Italia. A guidare la colossale trasformazione dell’ex sito termoelettrico Enel di Trino Vercellese, sarà infatti la Techbau, un’autentica corazzata nata e cresciuta sulle sponde del Ticino.

La società, che ha il suo quartier generale a Castelletto sopra Ticino ed è guidata dall’amministratore delegato e socio Andrea Marchiori, si occuperà di far sorgere il nuovo polo digitale destinato a conservare grandi quantità di informazioni, far funzionare siti web e applicazioni e smistare il traffico di rete.

I numeri mostruosi di un’eccellenza “Made in Novara”

L’ultimo bilancio della società restituisce la fotografia di un vero e proprio gigante: nel 2025 i ricavi hanno toccato l’iperbolica cifra di 715,3 milioni di euro, segnando un balzo del 36,4% rispetto all’anno precedente. Ancora più impressionante è il dato sui profitti netti, schizzati a 75,4 milioni e di fatto raddoppiati rispetto all’ultimo bilancio.

Numeri costruiti da una squadra che conta 239 dipendenti diretti e che ha saputo evolversi da semplice costruttore a partner globale. Basti pensare che nel ramo logistico l’azienda ha all’attivo decine di progetti enormi, tra cui cantieri in fase di completamento a San Pietro Mosezzo e la realizzazione del maxi-polo Amazon di Vercelli, vasto quasi 190mila metri quadrati. Ora, la scommessa si sposta sui cervelloni digitali, con un’infrastruttura a Trino supportata da investitori globali come BentallGreenOak per una manovra finanziaria complessiva stimata in 4,5 miliardi di euro.

La situazione piemontese: arrivano i colossi, mancano le regole

Ma mentre il colosso novarese è pronto a mettere a terra un progetto da 300-400 Megawatt di potenza, la Regione Piemonte si è improvvisamente accorta di non avere regole chiare per gestire questo tipo di insediamenti.

L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, anch’egli novarese, sta cercando di correre ai ripari annunciando un’accelerazione per portare in giunta una nuova legge che metta ordine nel settore. Una mossa urgente, considerando che sulle scrivanie regionali giacciono già la bellezza di un’ottantina di richieste per l’apertura di nuovi centri dati.

Le preoccupazioni per l’ambiente

Tuttavia, se da un lato la creazione di questi grandi centri di dati inorgoglisce il nostro territorio, dall’altro le preoccupazioni sono tante e pesanti: si teme che un impianto di tale portata possa prosciugare le riserve idriche per il raffreddamento dei server e mandare in tilt la rete elettrica locale.

C’è poi il nodo occupazionale: se nella fase di cantiere si stima l’impiego di una forza lavoro tra le 1.200 e le 2.000 unità, una volta a regime la cittadella digitale garantirà solo 300-350 posti di lavoro stabili. Temi al centro del dibattito sull’approvazione della normativa regionale che saranno destinati ad animare il dibattito per il prossimo futuro.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.