Le regole per il contrasto al gioco d’azzardo patologico non ammettono scorciatoie. Nella mattinata di oggi, 10 luglio, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un provvedimento di chiusura temporanea nei confronti di una sala slot situata a Cureggio, lungo via Torino. Il Questore ha infatti disposto la sospensione della licenza per cinque giorni ai sensi dell’articolo 88 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, colpendo l’attività di intrattenimento dotata di apparecchiature telematiche per il gioco lecito.
Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della squadra amministrativa della divisione PAS e si è reso necessario a seguito di un mirato controllo amministrativo effettuato all’interno dei locali dell’attività commerciale. Durante l’ispezione, le forze dell’ordine hanno portato alla luce una dinamica del tutto irregolare: gli avventori e i giocatori potevano ottenere denaro contante direttamente all’interno della sala giochi.
Questa condotta non rappresenta solamente una semplice infrazione amministrativa, ma assume una netta rilevanza penale poiché si pone in aperta violazione delle normative previste dal Testo Unico Bancario. Soprattutto, la pratica riscontrata a Cureggio andava a compromettere e vanificare totalmente il sistema di contrasto alla ludopatia istituito dalla legge regionale conto il gioco d’azzardo.
La norma regionale, infatti, impone il rispetto di precise distanze tra le sale scommesse e i cosiddetti “luoghi sensibili”, includendo in questa categoria proprio gli sportelli automatici per il prelievo di denaro contante, al fine di evitare che il giocatore compulsivo possa attingere immediatamente a nuovi fondi dopo aver esaurito i propri soldi. Consentendo di ottenere i contanti direttamente in sala, il locale rendeva del tutto inefficace questa misura di salvaguardia.
L’adozione della sospensione da parte della Questura trova il suo solido fondamento giuridico nell’articolo 10 del T.U.L.P.S. Questa specifica norma attribuisce all’autorità di pubblica sicurezza il potere diretto di revocare o sospendere le autorizzazioni di polizia qualora vengano accertati abusi della licenza concessa o, come in questo specifico caso, vengano messe in atto condotte non confacenti alle rigide prescrizioni di legge a tutela della salute pubblica.







