Confartigianato al fianco di Liberazione e Speranza: consegnati i diplomi alle lavoratrici di LavaLes

Dare una nuova opportunità lavorativa alle donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento o di violenza di genere. È questo l’obiettivo di uno degli ultimi progetti della società cooperativa “Liberazione e Speranza”, Panni Sporchi In Famiglia… Laviamoli Insieme, che ha portato alla nascita della lavanderia LavaLes in via Alcarotti, dove le ragazze accolte hanno la possibilità di essere reinserite nel mercato del lavoro. Un progetto sostenuto anche dalla Confartigianato di Novara, che si è occupata della formazione professionale delle ragazze.

«Abbiamo pensato che questa potesse essere un’operazione interessante, e per questo abbiamo voluto mettere in campo molte delle nostre risorse. Si tratta di un’esperienza unica, senza precedenti, che vuole rispondere anche a quelle esigenze che “Liberazione e Speranza” ha quando si tratta di inclusione sociale», ha esordito il direttore di Confartigianato Amleto Impaloni, durante la cerimonia di consegna dei diplomi alle ragazze coinvolte nel progetto.

È stata invece Elia Impaloni, presidente di Liberazione e Speranza, a spiegare com’è nato il progetto: «Per l’attività che abbiamo di accoglienza ci scontriamo con due problemi: le abitazioni e il mercato del lavoro. Se sul primo ci sarà ancora da lavorare, sull’inserimento lavorativo, da quando siamo diventato società cooperativa, abbiamo pensato di poter fare qualcosa di più. Attraverso un’indagine di mercato ci siamo resi conto che l’idea migliore era quella della lavanderia, realizzata attraverso la regione Piemonte tramite la legge 23».

Così, dopo l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile (con il supporto di Intesa Sanpaolo e della piattaforma CESVI), le ragazze della società cooperativa hanno seguito i corsi di formazione necessari organizzati dalla Confartigianato, svolgendo le 258 ore obbligatorie divise tra teorico e pratica sul campo. «Per loro è stato anche un modo di fare gruppo. Al termine degli esami abbiamo aperto la lavanderia, il 23 febbraio, e speriamo che questo lavoro possa essere fruttuoso, e che le ragazze, un giorno, possano magari aprire la loro lavanderia. Per ora la risposta è stata buona: forse perché in quella zona non ci sono altre lavanderie, forse perché la città ha apprezzato quanto abbiamo fatto».

«Non posso che essere felice di questo progetto, che ha un fine utilissimo: quello di insegnare un lavoro, utilissimo sia qui a Novara che sul resto del territorio nazionale – ha aggiunto Daniela Cameroni, assessora all’Istruzione della Regione Piemonte – L’intento di trovare quella fetta di mercato che presentava un vuoto, e di aver trovato in questo progetto la collaborazione di Confartigianato, significa che tutto è stato fatto in maniera efficace e con dedizione. Ringrazio per l’invito e supporto a pieno i valori condivisi da questo progetto».

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata