Risicoltura, Coldiretti lancia l’allarme: «Il settore è sull’orlo del collasso»

La risicoltura attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni e, senza interventi urgenti, il rischio è quello di un vero e proprio collasso del comparto. È il grido d’allarme lanciato da Coldiretti Novara-Vco al termine dell’incontro convocato mercoledì 24 giugno dall’Ente Nazionale Risi, dal quale – sottolinea l’associazione – non sono emerse soluzioni concrete per affrontare una crisi che continua ad aggravarsi.

All’incontro hanno partecipato, per Coldiretti Novara-Vco, il vicepresidente Fabrizio Rizzotti e il direttore Domenico Pautasso. Secondo l’organizzazione agricola, il confronto ha confermato una situazione di sostanziale immobilismo proprio mentre il comparto risicolo è alle prese con un crollo dei prezzi e con costi di produzione sempre più elevati.

«La parte industriale ha ricordato che solo il 2,5% del riso viene oggi commercializzato attraverso contratti di filiera – evidenzia il vicepresidente Fabrizio Rizzotti, membro di giunta con delega al settore risicolo –. Questo conferma la necessità di sviluppare i contratti di coltivazione, perché rappresentano una delle poche strade per superare dinamiche di mercato ormai superate».

Rizzotti punta poi il dito contro l’andamento delle quotazioni: «La situazione è vergognosa. I prezzi di tutte le varietà del riso Made in Italy registrano riduzioni comprese tra il 40% e il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per le imprese agricole è diventato insostenibile lavorare in queste condizioni, dovendo sostenere costi elevati per energia, irrigazione e mezzi tecnici, con i concimi aumentati fino al 70%».

Per questo Coldiretti annuncia una presa di posizione netta: «Fino a quando non avremo risposte certe sul futuro della risicoltura, non parteciperemo alla formulazione del listino prezzi della Borsa merci di Vercelli».

Il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Domenico Pautasso rilanciano la richiesta di un cambio di passo da parte dell’intera filiera. «Abbiamo chiesto che tutti gli attori siano pronti a costruire nuove formule, come i contratti di filiera, a tutela del territorio e delle produzioni locali. La nostra Confederazione ha inoltre scritto al Ministero chiedendo la convocazione urgente del Tavolo nazionale di crisi».

Secondo Coldiretti, sulla situazione pesa anche il crescente squilibrio tra domanda e offerta. L’industria risiera continua infatti ad acquistare con estrema prudenza, mentre aumentano le importazioni dall’estero, contribuendo a deprimere ulteriormente le quotazioni del riso italiano.

L’associazione torna inoltre a chiedere il principio di reciprocità nelle importazioni. «Non è più tollerabile – concludono Tofi e Pautasso – che venga importato riso prodotto senza rispettare gli stessi standard ambientali e produttivi richiesti agli agricoltori europei. Servono inoltre una programmazione concreta per la realizzazione di invasi, il potenziamento delle infrastrutture idriche e la manutenzione delle reti esistenti. Basta rinvii: il settore ha bisogno di risposte immediate, non di nuovi proclami».

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